Nazismo, Erdogan taccia: in Turchia è reato parlare di genocidio armeno

Una volta tanto ci tocca dare ragione alla Merkel. Ma il motivo è più che valido  «Mantenga il sangue freddo»: così il portavoce della cancelliera Steffen Seibert «ha respinto con forza» il paragone fatto da Erdogan tra la Germania nazista e la Germania di oggi. Il motivo di tale, inopportuno accostamento? Il fatto che  le autorità germaniche hanno  vietato  ad alcuni ministri turchi di fare comizi elettorali in città tedesche in vista del referendum sulla riforma costituzionale del 16 aprile. Di qui l’iperbolica e offensiva accusa alla Germania, da parte di Erdogan, di «pratiche naziste».

Roba da matti. E da che pulpito poi. L’attacco in nome della “libertà d’espressione”, viene da uno, Erdogan, che chiude i giornali non in linea con il suo pensiero. Brandire la storia (e le sue tragedie) come arma impropria  della politica è un atto sgradevole già  se  viene compiuto da un politico di ultima fila o da un corsivista di quart’ordine. Figuriamoci se a macchiarsi di una simile insulsaggine è un capo di Stato. 

Ma c’è di più e di peggio: la Turchia è l’ultimo Paese al mondo che può permettersi di impartire agli altri lezioni “correttezza” storico- politica. E questo Erdogan lo dovrebbe sapere bene. Si dà infatti il caso che sia stata proprio la Turchia a commettere, cronologicamente parlando, il primo genocidio della storia del ‘900: quello degli armeni, compiuto tra il 1915 e il 1916 dal governo Giovani Turchi nell’ultima fase dell’impero ottomano. Si calcola che furono sterminati non meno di un milione e mezzo di innocenti, per il solo fatto di essere armeni e cristiani. 

Per questo orrendo  misfatto, la Turchia non ha mai chiesto perdono né agli armeni e né al mondo. E ancora oggi il governo turco continua a negarlo. Tant’è che  è ancora illegale in Turchia parlare di genocidio armeno. È  un reato punito dall’articolo 301 del Codice Penale: «Vilipendio all’identità nazionale». Recentemente, Ankara ha parlato di “calunnie” per attaccare Papa Francesco che aveva appunto alluso al massacro degli armeni durante un suo discorso. 

Accusando  la Germania democratica della Merkel di «pratiche naziste», il “Sultano” Erdogan ha perso un’ottima occasione per tacere.