Migranti, l’Austria chiude la porta: «Basta richiedenti asilo dall’Italia»

Si scrive immigrazione, si legge caos. Sul tema l’Europa è una vera torre di Babele e la confusione regna sovrana. L’Austria è tornata a protestare contro l’arrivo di richiedenti asilo dall’Italia sulla base del piano di ricollocamento dell’Ue. A dire basta non è l’ultranazionalista Hofer ma il socialdemocratico Hans Peter Doskozil, autorevolissimo ministro della Difesa: «Fintanto che l’immigrazione illegale, incontrollata continuerà ad esistere – ha spiegato Doskozil all’agenzia di stampa Apa – e fintanto che l’Austria continuerà a sopportarne un peso gravoso, non ci potrà essere un canale legale aggiuntivo per i richiedenti asilo».

Nel 2016 l’Austria ne ha accolto 36mila

L’Austria nel 2016 ha accolto 36mila richieste di asilo, «un terzo – ha calcolato Doskozil – di quelle accolte dall’Italia, che ha una popolazione sette volte maggiore». L’avessero detto Salvini o la Meloni, sarebbe venuto giù il mondo. Ma poiché il ministro è un socialista, nessuno troverà da ridire. Mentre l’Austria ci bacchetta, arriva finalmente il via libera della commissione Difesa del Senato all’indagine conoscitiva sul ruolo delle navi delle Ong nel Mediterraneo più volte sollecitata da Forza Italia sul ruolo esercitato dalle associazioni umanitarie negli sbarchi di migranti africani sulle nostre coste. Una decisione, quella della commissione presieduta dal Pd Nicola Latorre, giudicata «molto positiva» dai senatori Paolo Romani, Maurizio Gasparri e Bruno Alicata, rispettivamente capogruppo in Aula, vicepresidente, e capogruppo in commissione. A loro giudizio, infatti, le Ong, «lungi dal limitarsi alla loro funzione umanitaria, di fatto stanno contribuendo al trasporto di clandestini in Italia, alimentando le attività di trafficanti di persone e degli scafisti».

Sì del Senato all’indagine conoscitiva sulle navi Ong. FI soddisfatta

In una dichiarazione congiunta, Romani, Gasparri e Alicata hanno espresso soddisfazione per l’obiettivo raggiunto e l’auspicio che l’indagine conoscitiva sia rapida, esaustiva e concreta. «Un conto – hanno spiegato i tre senatori – è il soccorso umanitario. Altro è l’incoraggiamento a una attività che arricchisce mercanti di persone e trasporta in Italia migliaia e migliaia di clandestini a settimana, con tutte le ricadute in termini di oneri, di costi per l’accoglienza e per la sicurezza del nostro Paese».