Meloni: l’Ue è fallita. Costruiamo una confederazione di Stati sovrani (video)

«A Junker e alla Merkel, dico voi non siete l’Europa». Con queste parole Giorgia Meloni ha aperto la manifestazione “Italia sovrana in Europa” all’Angelicum  di Roma per raccontare “un’altra Europa” e denunciare l’inganno dell’Unione europea, un’istituzione senza anima politica e senza una prospettiva, che va rifondata dalle fondamenta. Non un’esibizione muscolare in piazza: per la celebrazione del sessantesimo anniversario dei Trattati di Roma e tallonare i capi di Stato “blindati” in Campidoglio a festeggiare («non si sa bene cosa»), Fratelli d’Italia ha scelto un’iniziativa al chiuso «per senso di responsabilità e per non gravare su una città “già provata” dalle manifestazioni pomeridiane (5 cortei anti-Ue) e  dalle manifestazioni ufficiali».

Meloni illustra il manifesto per un’Italia sovrana

Denso il programma della mattinata  che si è conclusa con la presentazione di un manifesto in sette punti per un’Europa dei popoli da portare in dote agli italiani e agli altri partiti che la Meloni ha definito “alleabili con noi”. Al primo posto la necessità di ripartire da zero perché l’Unione europea dei banchieri, dei faccendieri e dei tecnocrati è un’esperienza fallita. «Crediamo che questa Unione così non possa essere riformata, che debba essere archiviata per dare vita a  una confederazione di nazioni libere e sovrane che cooperano sulle grandi questioni strategiche, dalla sicurezza all’immigrazione, dal mercato comune alla politica estera– spiega la leader di Fratelli d’Italia –  senza la tirannia dei burocrati che nessuno ha eletto e che dalla loro torre d’avorio vogliono imporre le loro regole ai cittadini degli Stati membri».

Le modifiche alla Costituzione

Tra le proposte quella di modificare la Costituzione introducendo una “riserva di sovranità” che impedisca l’adesione a trattati e accordi che ledono gli interessi nazionali mettendo in discussione la sovranità popolare. Sul terreno minato dell’euro Fratelli d’Italia chiede una riflessione seria al di là degli slogan: la moneta unica si è rivelata un bluff destinato a implodere, un sistema che ha arricchito la Germania e ha impoverito gli Stati. «Vogliamo governato il processo di scioglimento dell’Eurozona – ha spiegato l’ex ministro della Gioventù – per riprenderci la nostra sovranità monetaria e ritornare a una Banca centrale che risponda agli italiani». E ancora la difesa del made in Italy di fronte al globalismo senza regole sostenuto dalla grande finanza che “comanda” l’Unione europea. Paletti invalicabili anche di fronte all’immigrazione incontrollata e all’islamizzazione: «Crediamo che vadano difesi i confini degli stati dell’Unione europea e vada avviato un blocco navale al largo delle coste della Libia. Vogliamo difendere la nostra identità e le nostre radici, greche, romane e cristiane dal processo di islamizzazione in corso e dal mondialismo che mina le appartenenze nazionali e la stessa esistenza dei popoli europei». Su queste questioni «ci confrontiamo con chi vuole darci una mano», ha concluso Giorgia Meloni polemizzando duramente con gli “schiavi del Pd” e la “vigliaccheria” del Movimento 5 Stelle al quale chiede da che parte sta. «Vogliono fare un referendum sull’euro ma non dico come votano, rincorrono i “big data” cercando di capire dove si  collocano gli italiani per poi seguirli, ma il compito di un partito politico è un altro.» Quanto alle possibili alleanza nell’alveo di centrodestra la leader di Fratelli d’Italia mette al primo  posto i contenuti sui quali chiede chiarezza per uscire dalle troppe ambiguità a partire dal modello europeo. L’evento molto partecipato, nonostante le difficoltà per raggiungere il teatro in una città militarizzata per la calata dei black bloc, si è concluso con un appello al coraggio di cambiare, di non farsi strumentalizzare da chi soffia sul fuoco del pericolo populista perché populista è chi «ascolta il popolo».