L’Italia dei cavalcavia che collassano. Metafora di un Paese che crolla

È l’Italia di strade e di autostrade. L’Italia dei cavalcavia che collassano. E dei viadotti che smottano. E dei ponti che si sbriciolano. È l’Italia che crolla. Pessima metafora del pessimismo peggiore. L’Italia delle tragedie incredibili. E, purtroppo, dei morti. Delle vite distrutte. Senza mai un ragionevole perché. È l’Italia di strade e autostrade. La solita Italia che piange e si interroga sempre a tragedia avvenuta. L’Italia che grida “mai più”, ma solo fino alla prossima sciagurata puntata. L’Italia dove è la realtà che stride. Perché c’è ancora l’Acquedotto romano, per non dire del Colosseo o dell’arco di Tito o di tutto il bendidio che ci hanno lasciato: ma-nu-fa-tti! Opere tirate su con perizia ingegneristica e di materiali. Opere che da duemila e passa anni resistono alle offese del tempo e degli uomini e che consentono agli smanettatori di smartphone incredibili quantità di selfie e foto. È per questo che si rimane sempre basiti ad ogni ripetersi di siffatte tragedie. Increduli. Perché sembra impossibile che quel che esiste da millenni stia in piedi  magnificamente, mentre quel che è stato costruito di recente collassi miseramente. Ma, per l’appunto, peggiore del pessimismo è la metafora, in quest’Italia di strade e di autostrade. Assai peggiore del dramma, del sospetto che la tragedia stessa provoca. Perché è da irresponsabili, da dissennati e da incoscienti non allertare gli ignari automobilisti del pericolo possibile. Ma è poi ancor più grave non riuscire mai ad individuare responsabilità precise di causa ed effetto. È l’Italia di strade e autostrade. Un Paese che annaspa tra mille insicurezze. Che s’inalbera, si scandalizza e protesta e, con la stessa velocità, rimuove, dimentica e archivia. Ci sarà perciò l’inchiesta, il vaglio dei lavori, il controllo dell’eventuale subappalto, la regolarità della manodopera e la documentazione del materiale usato. Ci sarà l’interesse dei media (per qualche giorno) e il cordoglio delle istituzioni (per qualche ora). Ci sarà l’impegno ad andare a fondo, a scandagliare, a svelare. Infine, il silenzio. In quest’Italia di strade e autostrade calerà l’oblio. Sino al prossimo crollo.