Gigi D’Alessio alla sbarra: «Mai fatto una rapina, volevo difendere la mia privacy»

Si difende, Gigi D’Alessio, costretto a difendersi dall’accusa di aver aggredito due paparazzi che lo assediavano a casa. «Ma quale rapina… non è mia abitudine litigare; ero a casa mia all’Olgiata e fui avvertito dai custodi che avevano allontanato due paparazzi che cercavano di fotografare la mia abitazione. Dopo essere stati allontanati si misero su via Braccianense di fronte alla mia casa appostandosi per scattare fotografie», ha detto in aula il cantante, che l’11 gennaio del 2007 ebbe uno scontro con due fotografi che cercarono in ogni modo di fotografare la sua proprietà.

Gigi D’Alessio e la difesa della privacy

Rispondendo oggi alle domande del pubblico ministero D’Alessio ha sottolineato che “di fronte all’insistenza dei paparazzi decise di affrontarli uscendo di casa” insieme al suo collaboratore Antonio De Maria anch’egli imputato nel processo in corso per rapina. Il cantante ha ricordato che quel giorno volarono anche parole grosse e ci fu uno scontro fisico. I fotografi “negarono di aver fatto scatti e per questo motivo per convincermi mi dissero di prendere pure i loro borsoni con dentro le macchine fotografiche da controllare. Non le presi per impadronirmene ma furono i fotografi a consegnarmele perchè come ho detto insistevano nell’affermare che non avevano fatto riprese”.

«I borsoni con gli apparecchi dentro gli diedi poi ai carabinieri che avevo fatto intervenire e che hanno fatto un regolare verbale». La deposizione di D’Alessio è durata poco più di un quarto d’ora, poi il presidente della prima sezione del Tribunale penale Roberto Mezzofiore ha rinviato la causa al 19 giugno per la conclusione. I fatti come si è detto risalgono all’11 gennaio del 2007 e durante la colluttazione De Maria e D’Alessio aggredirono i fotografi che furono poi costretti a ricorrere alle cure in ospedale per avere riportato lesioni con la prognosi di 5 e 7 giorni.