Sentenza beffa, condannato Salvini: “Il termine clandestini è discriminatorio”

«C’è qualcuno che, oltre ad imporci un’immigrazione fuori controllo, vuole imporci anche una nuova lingua italiana. E dunque, io continuerò a pronunciare la parola messa al bando». Così ad IntelligoNews, il segretario della Lega Nord Matteo Salvini commenta la sentenza del Tribunale Civile di Milano che ha condannato a 10mila euro di danni (oltre a 4mila euro di spese legali) la Lega Nord per “discriminazione” relativamente ai manifesti esposti a Saronno nel 2016 in cui si usava il termine “clandestini” in riferimento a dei richiedenti asilo che dovevano essere ospitati in
città.

Il termine clandestini costa alla Lega 10mila euro di multa

«Siamo alla follia – aggiunge Salvini – si perseguono gli italiani e i vocaboli usati. Io sono andato a controllare sulla Treccani il termine, onde evitare fraintendimenti… Basta leggere un dizionario della lingua italiana». La vicenda risale all’aprile dell’anno scorso, quando il partito guidato da Salvini ha affisso dei manifesti nel comune di Saronno con la parola “clandestini”. Secondo il giudice Martina Flamini della prima sezione civile del foro di Milano il termine utilizzato dalla Lega è “discriminatorio e denigratorio” e pertanto il partito è stato condannato a pagare 10mila euro di danni e 4mila di spese processuali. Quelli che comunemente gli esponenti della Lega Nord definiscono a più riprese “clandestini”, infatti, secondo la legge sono invece “richiedenti asilo” e la terminologia utilizzata dal Carroccio fa presupporre invece che la scelta del termine non sia casuale o frutto di ignoranza, ma operata proprio allo scopo di denigrare i migranti e richiedenti asilo che approdano in Italia.

Salvini condannato per questo manifesto sui clandestini

Salvini condannato per questo manifesto sui clandestini