Schwarzy e la Jolie come Madonna: proprio non si rassegnano a Trump

Dopo l’affondo di Meryl Streep, e il j’accuse rilanciato a stretto giro da George Clooney , adesso, dopo la battuta sarcastica riservata da Trump a Schwarzenegger, ora al nuovo inquilino della Casa Bianca toccherà replicare pure a Terminator che, non ha fatto attendere troppo la sua piccata controffensiva mediatica…

Adesso Schwarzy contro-replica a Trump

Proprio non deve averle digerite, l’atletico Schwarzy, quelle parole pronunciate dal presidente Usa al National Prayer Breakfast, con cui – beffardamente – il tycoon esortava la platea in ascolto a pregare per la crescita degli ascolti televisivi dell’ex culturista austriaco ormai naturalizzato attore hollywoodiano, il cui successo nello show televisivo The Apprentice sarebbe, a detta di Trump, addirittura «tremendo». Una critica arrivata dall’alto e che ha colpito ai fianchi il prestante ex governatore della California, che in risposta all’offensiva lanciata dalla Casa Bianca ha suggerito a Trump  un ironico «scambio di posto di lavoro». «Hey Donald, ho una grande idea, perchè non ci scambiamo di posto?», ha tuonato risentito l’attore in un video postato sul suo account Twitter. «Tu torni in tv, visto che sei un così grande esperto di ascolti, e io prendo il tuo lavoro, così la gente potrà finalmente tornare a dormire sonni  tranquilli!», ha aggiunto polemicamente Schwarzenegger… 

Pure la Jolie si aggiunge all’elenco dei liberal ribelli…

Ma Hollywood, si sa, non gliele ha mai mandate a dire al presidente in carica: sia che si fosse in campagna elettorale, sia che ci si ritrovi a insediamneto avvenuto. Una battaglia mediatica combattuta non proprio a colpi di fioretto, quella dei militanti del jet set, a cui nelle ultime ore si è aggiunta pure – e poteva essere diversamente? – l’enigmatica Angelina Jolie. La quale, in un rigurgito di faziosità impreziosita da solidarismo coatto e propagandistico, distraendosi per un attimo dalle rogne del colossale divorzio, è tornata a parlare di politiche sui rifugiati. Che, a detta della Laura Croft versione cinematografica, dovrebbero basarsi «sui fatti e non sulle paure». «I rifugiati sono uomini, donne e bambini che fuggono dalle guerre o sono perseguitati. Lontani dall’essere terroristi, sono spesso loro stessi vittime del terrorismo». E giù a deontoligizzare banalmente e capziosamente. Il monito rilanciato dall’attrice arriva da un articolo a sua firma pubblicato sul New York Times, in cui, criticando i recenti ordini esecutivi in materia di immigrazione e, in particolare sullo stop agli ingressi da 7 paesi islamici, la Jolie torna a tuonare contro il presidente appena eletto. Che novità: ormai devono proprio mettersi in fila, chissà se riempirebbero davvero la piazza…