Anche Clooney attacca Trump: la “resistenza” di Hollywood è cominciata?

Comincia ad assumere davvero i contorni della crociata contro la Casa Bianca la presa di posizione di alcune stelle hollywoodiane ingaggiata ai danni del neo presidente Donald Trump. Così, dopo l’attacco sferrato in lungo e tacco 12 da Meryl Streep durante la cerimonia di consegna dei Golden Globes, un altro calibro da 90 come George Clooney – dissidente per natura e vocazione divistica – è sceso in campo per dire la sua: e la sua, ovviamente, va rigorosamente contro il tycoon newyorkese e a sostegno di quanto sostenuto dalla illustre collega 24 ore prima.

Clooney si schiera con Meryl Streep: contro Trump

«Ma lei non dovrebbe gestire il Paese?», si è interrogato retoricamente a stretto giro dall’inveterata della Streep il divo di Ocean Eleven e di altri successi kolossal riferendosi al nuovo inquilino della Casa Bianca, evidentemente non pago di aver recentemente confessato al Guardian non solo di «non aver votato Trump», ma di considerare la sua elezione «una scelta sbagliata» che non avrà mai il suo appoggio. Attacchi personali o crociate di bandiera a parte, va detto però che Trump sul sostegno delle star americane non ha davvero mai potuto, né voluto, contare. Basti pensare che la sua netta affermazione sulla rivale Hillary è avvenuta nonostante quasi tutta Hollywood gli abbia voltato le spalle, e decisamente tutto il mondo musicale a stelle e strisce si sia schierato apertamente contro il candidato repubblicano e a favore della Clinton. Un endorsement caldeggiato con tanto di eventi, concerti e premi in natura offerti dai divi del pop più famosi e seguiti, da Madonna a Lady Gaga. E come è finita però?

La crociata dei liberal hollywoodiani

Certo se fino al 9 novembre scorso tutto – colpi sotto la cintura compresi – poteva rientrare nella infuocata campagna elettorale, adesso, ci si chiede, in che modo la guerra dichiarata dal mondo dello spettacolo al nuovo presidente, ufficialmente aperta domenica sera con gli affondi alla cerimonia dei Golden Globes – visto che occorre parlare al plurale considerando anche che il presentatore dello show, Jimmy Fallon, prima ancora che la premiazione avesse inizio, si è arruolato a suon di battute, paragonando Trump al malvagio Re Joffrey del Trono di spade – può incidere sulle decisioni e sul mandato del tycoon? Come già detto, del sostegno delle star il magnate americano ha ampiamente dimostrato di poter fare a meno, bisognerà però vedere se avrà ancora la meglio lui parlando alla pancia dell’America come in campagna elettorale, o se i reduci della resistenza liberal a stelle e strisce riusciranno in qualche modo a screditarlo o, addirittura, a indebolirlo.

La replica di Trump via Twitter

Intanto, all’intellettuale disorganica in prestito al cinema, Meryl Streep, Trump ha pensato di replicare anche via Twitter, e in un risentito cinguettio affidato al web ha rilanciato: «Meryl Streep, una delle attrici più sopravvalutate di Hollywood, non mi conosce personalmente, eppure mi ha attaccato ai Golden Globes. È semplicemente una fanatica di Hillary che non sa perdere»… Ci permettiamo di controbattere: in realtà la Streep è brava, molto brava, di più: è un’interprete eccellente (e se mai ce ne fosse bisogno, un’intera carriera e i tre oscar conquistati lo possono confermare), ma che non sa perdere – o meglio, stare dalla parte del perdente – questo sì, ci sembra davvero molto più plausibile.