La Russa: “Con Alemanno e Storace non c’è unità? Non è colpa nostra…”

“Sarebbe stato bello un percorso unitario con Storace e Alemanno, ma quando si era reso possibile, purtroppo, e non per colpa di Fratelli d’Italia, da parte loro vennero fatte scelte diverse, non solo nella cornice della Fondazione An, ma anche in occasione delle elezioni amministrative a Roma. Io ci ho provato, ma il gruppo di Alemanno fece quelli che si sono rivelati errori di valutazione”. Lo dice Ignazio La Russa, cofondatore di Fratelli d’Italia. Al congresso fondativo del Movimento nazionale per la sovranità di Gianni Alemanno, Francesco Storace e Roberto Menia, sabato e domenica si sono presentate tutte le formazioni del centrodestra invitate, tranne proprio il partito di Giorgia Meloni. Un’assenza che si è fatta notare, mentre sfilavano uno dopo l’altro gli esponenti di Fi, Lega, Idea, Ppi, Direzione Italia ecc. L’ex ministro della Difesa non va oltre, ma così rende decifrabile il senso di un’incomunicabilità verticale che separa due fra gli eredi di spicco della vecchia Alleanza nazionale, divisi, più che da rancori e rivalità, da alcuni passaggio politici del recente passato che non sembrano facili da elaborare. 

La Russa: la colpa non è certo di Fratelli d’Italia

Non ci sarebbe soltanto, infatti, l’incompatibilità tra i quadri, soprattutto più giovani, di Fdi e tutto ciò che appare in qualche modo legato al mondo dei “colonnelli” (finiani, come Roberto Menia, neo vice segretario del Movimento sovranista) e non. Né a risultare decisivo sarebbe la considerazione di un peso elettorale giudicato non fondamentale della formazione sovranista. A rendere particolarmente spesso il vallo che li separa ci sarebbero gli esiti dell’ultima assemblea dei soci della Fondazione (ottobre 2015), che assegnò, dopo una trattativa finita male all’ultimo momento, a Fdi l’uso del simbolo An, ma anche la decisione di non appoggiare Giorgia Meloni nella corsa per il Campidoglio. Insomma, il fatto di aver non solo snobbato l’ex ministro della Gioventù ma di aver, inoltre, presentato una lista apparentata con Alfio Marchini risultano passaggi politici difficili da dimenticare. A fare il resto, la convinzione che nell’operazione sovranista ci sia comunque lo zampino dell’ex leader e presidente della Camera Gianfranco Fini.

In serata Gianni Alemanno, con una nota, ha commentato le parole di La Russa puntualizzando di “non voler alimentare l’ennesima rissa da cortile con gli altri movimenti della destra italiana” e lanciando un appello all’unità e alla collaborazione “per battere sinistra e M5s”. Secondo il segretario del Movimento nazionale per la sovranità se alle elezioni per il Campidoglio “non abbiamo appoggiato la Meloni, è solo perché Fdi, ha rifiutato ogni dialogo e ogni confronto”.