“La centesima scimmia”, il coraggio di denunciare in un film il potere oscuro

Un film documentario che dà fastidio. Molto fastidio. Perché affronta tematiche cruciali in modo diretto, un pugno allo stomaco. È La centesima scimmia, diretto dal coraggioso regista controcorrente Marco Carlucci.  Da pochi giorni è stato rilasciato integralmente su Youtube, raccogliendo migliaia di visualizzazioni. Ma la maggior parte della stampa ha preferito non vedere.

“La centesima scimmia” è un film-denuncia

Quello che gli altri non dicono. Basta dare un’occhiata al trailer del film per capire il perché molti abbiano steso un velo di silenzio sul film. Viene smascherata l’azione della grande finanza, attorno alla quale gira tutto il mondo, causa principale della caduta dei valori. E quando cadono i valori, muore una società millenaria, muoiono le sue tradizioni, muoiono le sue radici. Così com’è morta la vera idea di Europa, l’Europa dei popoli, sostituita sapientemente dall’illusione. Quale? Il fascino dell’unione, dell’abbattimento di ogni barriera in nome di un costruito principio di  solidarietà. Sentimenti veri che però sono stati usati per interessi particolari, con la grande finanza dietro le quinte a muovere i burattini. La grande illusione, come detto, ha impedito la nascita della vera Europa dei popoli. 

L’euro, la Merkel, Sarkozy…

Mentre questi concetti vengono messi in risalto, nel film scorrono immagini significative. Ed è questa la caratteristica de La centesima scimmia, essere una denuncia diretta, senza fronzoli, senza sottintesi: «Quando si fanno le cose forzatamente e con l’inganno, si rischia che queste possano ritorcersi contro come un boomerang». E il regista Marco Carlucci associa le conseguenze disastrose della pessima gestione dell’euro a frammenti con i protagonisti principali di una stagione nefasta di crisi, dalla Merkel a Sarkozy e a Prodi. Proprio la Merkel e Sarkozy vengono immortalati nel famoso sorrisetto sarcastico, quando fu tolta la sovranità all’Italia. E non a caso, subito dopo appare la scena del cambio di governo da Berlusconi a Monti, quello che oggi molti considerano un golpe istituzionale.

La vita quotidiana asfaltata

Com’è l’Europa di oggi, com’è l’Italia di oggi. Difficoltà economiche, pensionati ingannati, vita quotidiana asfaltata, genitori che non riescono a garantire ai figli i beni primari. E la Germania che la fa da padrona. E nello sfondo scorrono le immagini delle manifestazioni di piazza e della rabbia della gente comune. Le parole di chi accusa di aver dato tutto il potere alle banche. Rabbia che viene ignorata dalla grande finanza. Con il fantasma dell’euro che continua a spaventare. Idolatrato dal potere economico. Incubo di chi soffre. È la fotografia del mondo contemporaneo. È la centesima scimmia.