Funzionario dell’Agenzia delle Entrate intascava il denaro dei contribuenti

Sospeso per 12 mesi: questa la sanzione comminata a un funzionareio dell’Agenzia delle Entrate che evidentemente, insensibile alla disperazione dei contribuenti e consapevole del bottino che su quella disperazione era possibole lucrare, a un certo punto deve aver pensato di sottrarre denaro sia ai poveri tartassati che agli stessi esattori, sottraendo dalle casse della succursale in cui lavorava quanto versato e mai rigirato al fisco. Una sorta di Robin Hood autoreferenziale che rubava, per par condicio, sia alle vittime della pressione tributaria, che ai loro aguzzini legalizzati.

Sottraeva all’erario i versamenti dei contribuenti

Aveva studiato e messo in atto un sistema ingegnoso almeno quanto facile da scoprire: e allora, lavorando agli speortelli dell’Agenzia delle Entrate, aveva accesso a copie di timbri cartacei di istituti bancari, grazie ai quali faceva risultare come eseguiti pagamenti che non erano mai stati effettuati, intascando somme destinate all’erario per il pagamento delle relative imposte. Scoperto dai finanzieri del nucleo di polizia tributaria di Catanzaro che hanno eseguito una misura interdittiva nei confronti di un funzionario dell’Agenzia delle entrate che lavorava presso la direzione provinciale del capoluogo calabrese, l’uomo è statp allontanato da tinbre e ricevuti per i prossimi 12 mesi. non solo: il funzionario risulta anche indagato per i reati di peculato, falso materiale commesso da pubblico ufficiale in atti pubblici ed uso abusivo di sigilli e strumenti vari. La misura interdittiva è stata emessa dal giudice per le indagini preliminari su richiesta della locale procura.

L’indagine della Guardia di Finanza

Non solo: i finanzieri hanno anche effettuato perquisizioni nell’ufficio dell’agenzia delle entrate e a carico dell’uomo per trovare riscontri all’ipotesi investigativa, evitando un’ulteriore appropriazione programmata dal funzionario indagato che, intascando una somma non dovuta, aveva assicurato ad un ignaro contribuente l’avvenuto pagamento di un modello F24. Il Gip ha disposto anche il sequestro preventivo per equivalente, in forma specifica sul denaro, delle somme indebitamente corrisposte dagli ignari contribuenti. La Guardia di Finanza, in una nota, ricorda che «i tributi dovuti all’erario, in via generale, vanno versati presso gli sportelli bancari e postali tramite gli appositi modelli F24, in quanto gli uffici dell’agenzia delle entrate non sono abilitati ad effettuare operazioni di cassa. Pertanto, eventuali contribuenti che in passato si fossero trovati in situazioni analoghe a quelle descritte sono invitati a rivolgersi alla Guardia di Finanza o agli organi di polizia in genere».