E adesso Angela Merkel vuole i campi per i migranti in Tunisia

Roma incassa l’appoggio di Berlino per ridurre gli arrivi dei migranti lungo la rotta del Mediterraneo centrale. «Come tutti i partner europei appoggiamo il fatto che l’Italia, che ha relazioni storiche particolari con la Libia, abbia stretto un accordo con questo Paese: sosterremo con tutte le nostre forze gli sforzi italiani finalizzati alla stabilità della Libia», ha spiegato il portavoce di Angela Merkel, Steffen Seibert, si legge su “la Stampa“.

Libia, la germania appoggia l’Italia

Su questo punto Berlino e Roma hanno modalità d’azione e interessi convergenti: l’intesa firmata da Paolo Gentiloni col premier libico Fayez al-Sarraj prevede di intensificare i controlli lungo i confini meridionali della Libia, ad esempio col Niger. Proprio sul Niger si sta concentrando da mesi la Germania per limitare gli arrivi: due terzi dei migranti che giungono in Libia e da lì salgono poi sui barconi che attraversano il Mediterraneo passano per il Niger. La cancelliera ha visitato il Paese a ottobre, nell’ambito di una tre giorni in Africa per parlare di migration compact e di lotta alle cause delle migrazioni. Un tema, quest’ultimo, centrale nella presidenza di turno tedesca del G20. Berlino vuole raggiungere l’obiettivo Ue di una chiusura della rotta mediterranea anche cooperando coi Paesi africani di origine e transito.

Centri di accoglienza in Tunisia

Bisogna aiutarli affinchè le persone possano vivere in condizioni migliori e abbiano «un’alternativa alla fuga o all’emigrazione», ha notato Seibert. La Germania sarebbe inoltre in contatto con la Tunisia per creare li speciali centri di accoglienza. Nella Grande coalizione si fa largo da tempo la richiesta di rispedire in Nordafrica i migranti salvati nel Mediterraneo, piuttosto che condurli in Italia, e di occuparsi di loro in Maghreb. Una proposta in tal senso, già avanzata dal ministro degli Interni Thomas De Maizière e fatta propria dalla Cdu al congresso di dicembre, ha trovato ora l’appoggio – tra le polemiche – del capogruppo Spd al Bundestag, Thomas Oppermann. Il problema: la Libia «è un luogo molto insicuro», come ha ricordato il ministro degli Esteri, Sigmar Gabriel. Berlino cerca dunque alternative in Maghreb per ovviare all’instabilità della Libia e al problema delle condizioni in alcuni dei suoi centri di accoglienza, definite da diplomatici tedeschi «simili a quelle dei campi di concentramento». L’obiettivo ultimo è chiaro e l’ha ribadito ieri Merkel: bisogna evitare un nuovo 2015, anno in cui entrò in Germania quasi un milione di profughi.