Schiaffo alla sinistra, in Francia sculacciare i bambini non è più reato

La decisione, come sempre quando si parla di educazione, è destinata a spaccare ancora una volta in due il Paese, tra chi ritiene che un po’ di punizione fisica non possa che fare bene ai bambini e chi invece considera qualsiasi forma, anche minima, di violenza, un affronto alla sacralità dell’infanzia. Di sicuro la Francia, dopo un primo pronunciamento contrario alle sculacciate, ha cambiato idea, con una decisione della Corte costituzionale francese.

La sculacciata torna legale

Il Consiglio costituzionale della Francia, dunque, ha posto il veto su un emendamento del progetto di legge che proibiva di dare sculacciate ai bambini (nella foto una scena del film Il giglio nero), anche all’interno della famiglia. La motivazione è che non aveva alcun legame con la legge in discussione, quella sull’uguaglianza e la cittadinanza partorita dal Parlamento a maggioranza di centrosinistra. Eppure quella piccola norma era  era stato votato lo scorso anno con l’accordo tacito del governo socialista. Schiaffetti e sculaccioni sarebbero stati proibiti per legge, in base a quell’emendamento bocciato, che non prevedeva comunque alcuna sanzione ma aveva solo un intento “pedagogico”, secondo i suoi autori, deputati socialisti, di sinistra ed ecologisti. “I genitori devono astenersi da ogni comportamento crudele, degradante o umiliante, compreso il ricorso alla violenza fisica”, che scritta così sembrava anche una cosa ragionevole. Ma che c’entra la crudeltà con lo sculaccione bonario che tutti noi, da piccoli, abbiamo preso almeno una volta nella vita senza chiamare Telefono azzurrro?