Salvini a Berlusconi: primarie l’8 aprile aperte solo a chi si oppone all’Ue

«Facciamo le primarie. Il weekend prima di Pasqua, l’8 o il 9 aprile, mi pare un’ottima data». Matteo Salvini, intervistato dal Corriere della sera, mette la quarta e spinge su un cambio di marcia nel centrodestra e torna ad attaccare, neanche tanto felpatamente, Silvio Berlusconi. «Credo che le primarie si debbano fare tra programmi con una certa omogeneità. Almeno la condivisione del fatto che l’euro sia un esperimento fallito, ci deve essere», sottolinea il leader della Lega che insiste sulla necessità di una piattaforma comune tra i candidati alle primarie. Ma aprile non è troppo presto per il Cavaliere che è in attesa della sentenza della Corte di Strasburgo sulla candidabilità? «Lo so bene – risponde Salvini – e spero che gli venga restituita domattina, ma in tutta onestà, non è che possiamo aspettare l’Europa. Non possiamo sospendere la democrazia in attesa della sentenza. Nel suo partito, Berlusconi sarebbe certamente in grado di indicare altri esponenti in gamba…».

Salvini: primarie ad aprile con chi c’è

Insomma Berlusconi non è il leader che Salvini (che continua gli ammiccamenti con i grillini in chiave di opposizione dura e pura al governo) spera di avere per un “nuovo” centrodestra. Soprattutto perché l’ex premier non brilla per antieuropeismo. Chi vincerà le primarie (per le quali Berlusconi non ha mai nutrito simpatie) guiderà anche l’alleanza – conferma Salvini – «noi gli accordi li abbiamo sempre rispettati», però per competere bisogna avere certi requisiti, fa capire, a cominciare dalla condivisione che l’Unione europa si è rivelata un fallimento. «E comunque, sull’Europa i prossimi mesi ci dimostreranno bene lo spirito del tempo. In marzo Geert Wilders trionferà in Olanda. Poi, in maggio si vedrà la forza di Marine Le Pen. In settembre, i tedeschi lanceranno Frauke Petry. Se facessimo le elezioni, vinceremmo anche noi. E allora ci sarebbero cinque partiti di governo che vogliono cambiare – dice Salvini – partiti, sottolineo, che all’Europa e ai suoi valori ci tengono sul serio. Senza elezioni, potremmo essere qui a discutere di Unione europea mentre l’Europa sta andando da un’altra parte». Ferri corti tra il Carroccio e Berlusconi che, intervistato da la Stampa, bacchetta l’amico Matteo per l’astensione della Lega al voto su Antonio Tajani presidente dell’Europarlamento (“Immagino che Salvini si stia ponendo un problema di leadership che è del tutto prematuro e che comunque non appassiona gli italiani. E comunque le leadership non si misurano sulle polemiche, ma sul consenso».