Marocchino a zonzo per le nostre città nostante fosse stato espulso: fermato

Non è certo il primo caso che si verifica all’interno dei nostri confini di un immigrato già destinatario di un decreto di epulsione a cui non ha dato seguito e che, dunque, continua beatamente a bivaccare nel Belpaese in cui è sbarcato illegalmente e in cui, altrettanto illecitamente, continua a stare e a delinquere. Già, perchè ancora una volta lo straniero fermato – in questo si tratta di un marocchino 28enne a spasso per Ragusa – è una persona nota alle forze dell’ordine locali per diversi reati a lui accreditati.

Marocchino irregolare già espulso nel 2013

Succede così che ci si ritrova a registrare l’ennesimo caso di uno straniero irregolarmente stanziale in Italia: e allora, come già molti prima di lui, anche questo 28enne marocchino, ultimo fermato e individuato a zonzo per le nostre città senza avere il diritto di rimanerci, camminava tranquillamente in strada nonostante su di lui pendesse, già dal 2013, un provvedimento di espulsione emesso dalla Prefettura di Trieste. Così, per lui, già schedato in virtù di altri precedenti penali, sono scattate le manette. I carabinieri lo hanno sorpreso in contrada Marconi, ad Acate (Ragusa) mentre percorreva un viottolo di campagna. Alla vista dei militari il giovane ha tentato di cambiare direzione: un atteggiamento che ha insospettito gli agenti, i quali hanno immediatamente effettuato un controllo che ha permesso di scoprire il decreto di espulsione a suo carico emesso dal prefetto triestino. Arrestato in flagranza, lo straniero è stato posto ai domiciliari su disposizione del sostituto procuratore Francesco Riccio.

Se aumentano gli sbarchi e calano le espulsioni…

Un caso che dimostra come, al di là delle statistiche generali e delle eccezioni particolari che, su sbarchi ed epulsioni – proprio una recente indagine realizzata dalla commissione diritti umani del Senato ha stigmatizzato in un aumento degli ingressi e in una diminuzione delle espulsioni dall’Italia la vexata quaestio degli immigrati clandestini – c’è una gran confusione un corso. E, sicuramente, un’impossibilità cronica di controllare e una  inattendibilità pericolosa nel dare seguito ai decreti di espulsioni. Uno spazio gestito a fatica su cui si insediano gli immigrati irregolari che in molti casi risultano anche o sempliccemente molti attivi su forum incentrati sulla discussione jihadista o, peggio ancora, intrecciati in una rete di relazioni pericolose, capaci come sono di trovare appigli e contatti in Italia tra le migliaia di migranti che sbarcano quotidianamente grazie al flusso ininterrotto degli approdi sulle nostre martoriate coste. Mine vaganti – o cellule dormienti – pronte a esplodere all’improvviso. E di esempi, come già detto, se ne potrebbero fare a bizzeffe purtoppo…