M5S, veleni e dossier a Roma: aperta inchiesta sull’esposto di Augello

La Procura di Roma ha aperto un fascicolo senza indicazione di indagati e senza ipotesi di reato sul presunto dossieraggio che sarebbe dietro la sconfitta di Marcello De Vito alle ‘comunarie’ del M5s per la scelta del candidato sindaco di Roma, caso al centro questa mattina degli articoli di alcuni quotidiani. In particolare Il Messaggero scrive che “secondo gli investigatori dietro a una serie di notizie fornite a Frongia e Raggi contro De Vito potrebbe esserci stata la mano di Raffaele Marra, l’ex braccio destro delal sindaca arrestato lo scorso dicembre”.

Il ruolo di Marra 

Secondo quanto riportato dal Fatto sulla vicenda sabato scorso sarebbe stata ascoltata in procura Roberta Lombardi: ai pm la parlamentare grillina avrebbe riferito di aver saputo di un ruolo avuto nel dossieraggio dall’ex braccio destro di Virginia Raggi, Raffaele Marra, attualmente in carcere con l’accusa di corruzione.

L’esposto di Augello 

Nei giorni scorsi anche De Vito è stato ascoltato a piazzale Clodio, mentre altri esponenti del movimento dovrebbero essere sentiti prossimamente. Il fascicolo è stato aperto dopo l’esposto del senatore di Cuori Italiani Andrea Augello che denunciava i dossieraggi e i ricatti nello scontro tra le correnti del Movimento Cinquestelle per scelgliere il candidato sindaco a Roma.

Guerra di veleni 

Augello nell’esposto ricostruisce le tappe della vicenda, che parte dalla riunione del 28 dicembre 2015 in cui Raggi, Frongia e Stefàno – i consiglieri M5S uscenti – mettono sotto accusa De Vito per presunti illeciti amministrativi. Si trattava in realtà di un accesso agli atti per controllare una pratica di sanatoria edilizia richiesto peraltro dal M5S alla Regione Lazio. In ogni caso i veleni fatti circolare contro De Vito contribuirono alla sua estromissione dalla corsa al Campidoglio favorendo l’attuale sindaco Virginia Raggi.