Commissione d’inchiesta sulle banche: il centrodestra inchioda il governo (video)

Alla fine anche il Pd è stato costretto a dire sì, per non rischiare di finire nell’angolo e dover sopportare da solo tutto il peso degli scandali bancari, a cominciare da quelli di Mps e di Etruria. La Camera ha così approvato, all’unanimità, la proposta di istituire una commissione d’inchiesta sul sistema bancario formulata nel pomeriggio. L’Aula di Montecitorio ha infatti approvato, con il sì di tutti i Gruppi, la mozione presentata da Forza Italia nella parte in cui “impegna se stessa e i propri organi, ciascuno per le proprie competenze, a deliberare in ordine all’istituzione di una commissione parlamentare di inchiesta sullo stato del sistema bancario italiano e sui casi di crisi verificatisi dal primo gennaio 1999, in connessione con l’inizio dell’operatività in strumenti finanziari denominati in euro, sulla base di quanto già richiesto, attraverso specifiche proposte di inchiesta, da diverse forze politiche”. Sul testo il governo, per bocca del sottosegretario all’Economia, Pier Paolo Baretta, si era rimesso all’aula, come su tutti gli altri documenti per le parti in cui avanzano analoga proposta.

Successivamente è quindi arrivato il sì anche alla mozione presentata da Pd e Area popolare, che impegna la Camera “ad adottare ogni iniziativa utile volta ad addivenire all’istituzione di una commissione parlamentare bicamerale di inchiesta in merito al funzionamento del sistema bancario italiano e ai casi di crisi finanziaria che hanno coinvolto alcuni istituti negli ultimi anni”. La Camera ha quindi approvato le parti delle mozioni che chiedono l’istituzione della commissione d’inchiesta presentate da Si-Sel, Lega, Ala-Sc, M5S, Fdi, Civici e innovatori. Respinti invece gli altri contenuti dei documenti, tranne quelli presentati da Pd e Ap e da Civici e innovatori, sui quali il governo aveva espresso, rispettivamente, parere contrario e favorevole.

Brunetta: un momento storico per l’Italia

«Il voto di questa sera a Montecitorio rappresenta un momento storico per questa legislatura. L’ok della
Camera dei deputati all’istituzione di una Commissione parlamentare d’inchiesta sul sistema bancario italiano è una grande vittoria di Forza Italia, della democrazia, dei cittadini del nostro Paese», è il commento di Renato Brunetta, capogruppo Fi alla Camera (video in basso).

Rampelli: soddisfatto che il Pd abbia accettato

Anche Fratelli d’Italia, da mesi, si batteva per ottenere una commissione d’inchiesta, quando ancora l’irreparabile non era accaduto: «Siamo soddisfatti che finalmente anche il Partito Democratico abbia accolto con favore la nostra proposta di istituire una commissione d’inchiesta sul sistema bancario, presentata da FDI a febbraio del 2016. Di questa proposta abbiamo più volte chiesto una calendarizzazione che forse oggi sarà difficile negare o forse sarà possibile solo perché la legislatura volge al termine… Era il tempo degli scandali che travolgevano la Banca d’Etruria e non solo, punendo centinaia di migliaia di risparmiatori»,  sottolinea il capogruppo di Fratelli d’Italia-Alleanza nazionale Fabio Rampelli.

Fratelli d’Italia: un elenco pubblico dei super-debitori con le banche

A margine della discussione sulla commissione d’inchiesta sulle banche, Fratelli d’Italia ha preparato anche una proposta di legge per rendere pubblico l’elenco delle persone con debiti superiori a 100mila euro. Il testo, che riguarda il salvataggio delle banche e la necessità di comprendere da dove nascano la “voragini”, vede come primo firmatario Ignazio La Russa. “Nel caso in cui, con erogazioni di denaro o con l’accensione di linee di credito speciali o con la concessione di prestiti a titolo oneroso o non oneroso o sotto qualsiasi altra forma d’intervento finanziario – è scritto nel testo –  lo Stato o enti pubblici o organismi pubblici o anche semplicemente partecipati dallo Stato o da enti od organismi pubblici, concorrano al riequilibrio finanziario o al salvataggio di una banca o di un istituto di credito o di una cassa di risparmio o di un qualsiasi altro istituto o azienda operante nei campi del credito e della finanza è fatto obbligo allo Stato o agli enti pubblici eroganti pretendere dalle aziende o dagli istituti beneficiari dell’intervento pubblico l’elenco delle persone fisiche e giuridiche eventualmente esposte con debiti verso quegli stessi istituti per cifre superiori ai 100 mila euro e con la sola deroga per le persone fisiche o giuridiche titolari di mutui per l’acquisto della prima casa, e di darne adeguata pubblicità, anche in  deroga alle vigenti normative sulla “privacy” e sul “segreto bancario”.