Aule gelate: il Campidoglio scarica le colpe sulla protezione civile

Aule gelate nelle scuole di Roma? Tutta colpa della protezione civile che non ha diramato l’allerta come fece nel 2012. Il Campidoglio trova così la scorciatoia per giustificare il freddo che ha accolto nelle aule gli studenti romani al ritorno in classe dopo le festività. Una giustificazione che si aggrappa alla burocrazia ma che fosse in arrivo un’ondata di freddo intenso lo sapevano davvero tutti. 

Nessun avviso dalla Protezione civile

Quest’anno, al contrario, non c’è stata alcuna segnalazione da parte della Protezione Civile di Roma di una possibile allerta meteo e per questo non si è aperto il tavolo per gestire la preaccensione dei riscaldamenti negli edifici scolastici al rientro dopo le festività natalizie. A spiegarlo, durante la commissione Trasparenza convocata sulle problematiche che si sono registrate in alcune scuole della Capitale, è stato l’ingegnere Domenico Leccese, responsabile della Gestione, progettazione, costruzione e manutenzione impianti di riscaldamento e di condizionamento dell’Unità organizzativa Impianti tecnologici del Simu.

La comunicazione è arrivata dalla sindaca

L’amministrazione capitolina, è stato spiegato, ha agito sulla base di una comunicazione diretta della sindaca e non in base alla programmazione seguita a un’allerta. “Nel 2012 c’era stata una allerta della Protezione Civile e si era aperto un tavolo di crisi per programmare – ha spiegato Leccese – non è arrivato nulla il 5 gennaio di quest’anno, quindi ho suggerito l’accensione anticipata di due ore. Visto però il freddo, abbiamo anticipato di altre due ore accendendo i riscaldamenti alle 3, ritenendo congrua una pre-accensione di cinque ore prima dell’inizio delle lezioni”.

Le caldaie sono troppo vecchie

Leccese ha anche sottolineato che la gestione degli impianti avviene per via telematica, dunque “il fatto che si sia deciso di accendere i riscaldamenti 33 ore prima dell’apertura dopo le festività non assicura che tutto sia funzionante al rientro degli studenti in aula dopo le vacanze.

“Quando si imposta una programmazione il server comincia a chiamare una per una le centraline dei singoli edifici. Alcune non hanno preso subito la programmazione e sono partite più tardi. Bisognava quindi allertare le scuole in cui la programmazione non era partita, ma non si poteva fare fare perché sabato non avevamo accesso alle scuole per eventuali interventi. Per farlo ci deve essere una programmazione a monte con l’allerta meteo della Protezione Civile comunale che allerta il sindaco e quindi si apre un tavolo. A noi, però, non è arrivato nulla dalla Protezione civile”.

Leccese ha infine precisato: “Le problematiche ci sono tutte le mattine perché si tratta di macchine termiche. E noi, oltretutto, abbiamo una diffusione su 1.200 chilometri quadrati con caldaie anche di 25-30 anni o più in edifici con anche più di 100 anni: quando si va a -5, un impianto programmato per zero gradi va in crisi. Abbiamo riscontrato 62 problemi su 1.137 scuole ‘nostre’, dai nidi alle medie inferiori”.