Rampelli: «Scandali di Roma e di Milano, due facce della stessa medaglia»

La candidatura a sindaco di Giuseppe Sala a Milano è stata una furbizia piccina messa in campo da Renzi per strappare Palazzo Marino al centrodestra. Nonostante tutta la città sapesse che presto la Procura avrebbe chiesto il conto sulla gestione rocambolesca dell’Expo, le cui procedure sono state forzate per evitare all’Italia una gaffe internazionale e su cui pesavano già varie inchieste”. È  quanto dichiara il capogruppo di Fratelli d’Italia-Alleanza nazionale alla Camera dei deputati Fabio Rampelli. “Il Pd – aggiunge Rampelli – ha pensato ai propri interessi di bottega invece che a quelli dei milanesi. L’originale formula dell’autosospensione dalla carica di sindaco ha un senso solo se anticamera delle dimissioni. Esattamente come il M5S a Roma, che invece di scegliere per la corsa al Campidoglio una personalità solida e di caratura nazionale ha pescato una neofita, con ben due anni di consiglio comunale alle spalle e un praticantato da avvocato presso lo studio legale Previti. Personalità simile a Ignazio Marino per le molte gaffe totalizzate, gli errori amministrativi, le errate valutazioni sui collaboratori, l’assoluta inedia di fronte ai problemi quotidiani. Grazie all’esposto di FdI e dopo le perquisizioni conseguenti Virginia Raggi imparerà che per nominare qualunque consulente deve rispettare le procedure pubbliche, non quelle della “Repubblica indipendente di Casaleggio.” “La sindaca – conclude Rampelli – tuttavia non spiega il perché del suo legame con l’assessore Muraro, indagata da tempo ma saldamente nella sua posizione fino a 48 ore fa, grazie anche alla copertura di Di Maio, né spiega quello con Raffaele Marra per il quale andò addirittura allo scontro con Grillo, minacciando le dimissioni se non avesse potuto portarlo con sé. Neanche Alemanno e Marino erano arrivati a proporlo come capo gabinetto prima e direttore del personale poi. Le scuse del sindaco sono pertanto ‘ridicole’, per usare un suo termine inopportuno usato ieri. La cattiva politica e l’antipolitica si sono oggi date la mano sotto il cielo rosso e pentastellato di Roma e Milano, dimostrando di essere due facce della stessa medaglia. Ora il M5S schieri i suoi big in giunta, faccia vedere di cosa è capace oppure lasci stare. L’amministrazione pubblica non è un gioco per bambini”.