Droga, faceva arrivare clandestini per reclutarli come pusher: arrestato maghrebino

Cinque mesi di indagini capillari mirate a ricostruire la fitta rete di affari criminali legati allo spaccio della droga e a traffici di clandestini, illegalmente e appositamente fatti arrivarein Italia dal Marocco – e solo previo esborso economico – per poi essere reclutati al servizio di una organizzazione dedita allo spaccio e quasi militarmente organizzata sul campo. Cinque mesi di indagini e di ricostruzioni di colme il traffico illecito – di clandestini e di sostenze stupefacenti – veniva allestito e portato avanti dal protagonista della vicenda, un maghrebino di 41 anni arrestato a Milano pochi giorni fa  dai Carabinieri di Piacenza, il quale reclutava clandestini per farli diventare nel giro di breve spacciatori da disseminare sulle varie piazze del Piacentino.

Droga, l’inchiesta piacentina e l’arresto del maghrebino

E allora, oltre all’uomo – per altro ricercato per scontare una pena di 5 anni e mezzo legata a alcuni reati commessi in provincia di Rimini negli anni 2003-2007 – sono finiti in manette altri suoi 14 collaboratori, e sono stati eseguiti 23 ordini di cattura, mentre altre 28 persone sono denunciate in stato di libertà. L’attività condotta dai militari – ribattezzata Myocastor – ha permesso di sradicare insomma un’organizzazione attiva nello spaccio a cavallo fra Lombardia ed Emilia e che ha visto il 41enne – così si legge in una nota dell’Arma – arruolare “manovalanza” fatta giungere clandestinamente dal Marocco a bordo di autotreni lungo la rotta Marocco-Spagna-Francia-Ventimiglia, dietro corrispettivo che variava dai 1.500 ai 2.500 euro.

Il traffico di clandestini reclutati per lo spaccio di droga

Le persone fatte arrivare in Italia venivano ospitate in due appartamenti a Milano – al momento dell’arresto all’interno dell’abitazione vi erano altri sei connazionali – e poi avviate all’attività di spaccio nelle aree rurali del Piacentino. In caso di arresto, l’uomo, garantiva loro assistenza legale oltre ad inviare soldi e effetti personali in carcere tramite interposta persona. tutto questo si è arrivato a concludere nel giro di questi intensi 5 mesi di indagini, ma va anche detto che, nel corso dell’anno, e in diverse operazioni, oltre alla Myocastor, il comando provinciale di Piacenza, con le sue compagnie coordinate dalla Procura della Repubblica, ha permesso l’arresto di 62 persone, la denuncia a piede libero di 67 e la segnalazione di 238 persone quali assuntrici di sostanza stupefacente. Numeri che basta elencare per dare l’idea di quanto imponente e sconcertante fosse il giro d’affari che legava traffico di clandestini e di sostanze stupefacenti.