Cina: dopo 21 anni dalla condanna a morte, “scoprono” che era innocente

2 Dic 2016 9:35 - di Paolo Sturaro
pena di morte

Condannato a morte quando aveva 21 anni. Condanna eseguita. E ora, a distanza di altri 21 anni, è stato scagionato. È la tragica storia di Nie Shubin, un giovane cinese della provincia di Hebei. Fu accusato di rapimento e omicidio di una donna. Il caso, già molto discusso, è stato riportato dall’agenzia Nuova Cina.

Nie Shubin fu subito giustiziato

La Corte ha disposto l’avvio di una istruttoria. Nie fu giudicato colpevole nel 1995 del rapimento e della morte di una donna nel capoluogo della provincia di Hebei, Shijiazhuang. E fu giustiziato nello stesso anno. Il caso ritornò alla cronache nel 2005 quando un altro uomo, Wang Shujin, confessò la responsabilità del delitto scagionando il ragazzo . A dicembre del 2014, la Corte suprema del popolo assegnò la revisione del processo alla corte della provincia di Shandong. Che trovò molte incongruenze per poter confermare la sentenza.

Fu riesaminato tutto, ma troppo tardi

Poi la Corte suprema decise di rifare il processo a giugno 2016,. Furono riesaminati tutti i documenti, con tanto di sopralluogo sulla scena del delitto. Furono interrogate le persone che si erano occupate delle indagini. La Corte suprema del popolo ha alla fine dichiarato innocente Nie Shubin puntando il dito contro le “evidenti lacune”. Tra queste, l’impossibilità di definire tempo e arma usata per l’omicidio, fino alla causa delle morte stessa. Le prove usate contro il ragazzo erano molto superficiali e inaccurate, insomma, incongruenti a sostenere il giudizio di colpevolezza e la pena capitale. 

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