Referendum, cresce ancora il fronte del no. Dai sondaggi il sì arranca

Cresce il fronte del no al referendum del 4 dicembre. L’ultimo sondaggio realizzato il 7 novembre da Ixé, e illustrato nell’ultima puntata di Porta a porta, fotografa un progressivo aumento del no sul sì. L’intervento duro di Matteo Renzi dal palco della Leopolda all’indirizzo di D’Alema e dei sostenitori del no rischia di spaccare ulteriormente il fronte democratico e di spaesare gli elettori a poche settimane dal referendum.

Referendum, cresce il no

Il divario tra il sì alla riforma costituzionale e il no, secondo il monitoraggio di Ixè sul prossimo referendum costituzionale, supera di poco il 2 per cento con un margine di errore di tre punti. Per il sondaggio realizzato istituto demoscopico Scenari Politici, per l’Huffington Post il divario è addirittura del 6 per cento. Il no infatti è al 53 per cento mentre il sì è fermo al 47. L’istituto Ixè ha anche valutato il peso numerico degli indecisi di fronte al voto del referendum, che sono valutati al 23 per cento. A decretare l’esito finale del referendum costituzionale del 4 dicembre saranno proprio gli elettori indecisi che all’ultimo momeno scioglieranno le riserve. Al di là delle cifre tutti gli istituti demoscopici a circa un mese dalle urne danno il no in vantaggio sul sì, malgrado la pressante pubblicità del sì sul piccolo schermo (telegiornali compresi) e sugli organi di informaziome. Ma nessun facile entusiasmo, si raccomandano dal comitato del no. Non ci illudiamo che sia tutto in discessa, «facciamo conto che il sì sia in vantaggio di 20 punti e mettiamocela tutta, fino al 4 dicembre, per spiegare che dietro la riforma Renzi-Boschi-Verdini non ci sono né semplificazione, né risparmi di denaro pubblico, come vogliono farci credere, ma soltanto la soppressione di quello strumento che Renzi odia da sempre: la possibilità dei cittadini di scegliere da chi essere rappresentati».