Effetto Trump: mercati stabili e nessuna catastrofe: ecco le previsioni

Dopo una settimana storica, in cui la politica ha dominato il sentimento dei mercati, questa seconda decade di novembre presenta alcuni eventi degni di nota che potrebbero influenzare l’andamento prossimo dei mercati finanziari. Certamente l’attenzione degli investitori sarà concentrata (nuovamente) sulla Federal Reserve e sui dati economici USA, nell’aspettativa verso un aumento a dicembre dei tassi d’interesse. Ricordiamo, per inciso, che la banca centrale americana mira ad un’inflazione core (ovvero scorporata dai costi delle materie prime) leggermente inferiore al 2% e che un aumento dell’inflazione potrebbe incoraggiare la Fed ad aumentare i tassi di interesse. Significativi, in merito, i dati che verranno esposti dal Dipartimento per il Commercio statunitense, nel report di martedì prossimo sulle vendite al dettaglio ed quelli sui prezzi al consumo, di giovedì.

Dalle prime indiscrezioni, i dati sembrerebbero confermare anche per ottobre un aumento delle vendite al dettaglio e quindi asseverare l’ipotesi di una crescita economica più forte, atteso che la spesa dei consumatori rappresenta il 70% della crescita economica USA, nonché un aumento dei prezzi al consumo dello 0,4%, (mentre per l’ inflazione core è previsto un aumento dello 0,2%).  Giovedì prossimo, la Presidente della Federal Reserve, Yanet Yellen presenterà dunque le sue previsioni economiche davanti alla Commissione Economica Congiunta del Congresso statunitense. Come noto, la Fed ha lasciato invariati i tassi di interesse a novembre, ed è possibile dunque un aumento a dicembre se i dati dell’economia mostreranno un ulteriore miglioramento e se l’inflazione segnerà un aumento, cosi come le comunicazioni del Dipartimento del commercio sembrano indicare.

Per la zona euro, ricordiamo che la Germania pubblicherà venerdì il report preliminare sulla crescita del Pil del terzo trimestre. È attesa una crescita dello 0,3%, che si somma alla crescita dello 0,4% del trimestre precedente. Dunque continuerebbe, senza sosta, lo sviluppo tedesco, mentre resterebbero al palo le altre grandi economie dell’area euro. Per il Regno Unito, l’Ufficio Nazionale di Statistica britannico rilascerà i dati sull’indice dei prezzi al consumo relativo al mese di ottobre martedì prossimo e, gli analisti prevedono un aumento dell’1,1% dei prezzi al consumo, dopo l’aumento dell’1,0% del mese precedente. L’andamento dei prezzi è tenuto sotto il vigile sguardo della Banca d’Inghilterra che ha mantenuto invariati i tassi di interesse, il mese scorso al minimo storico, dello 0,25%. L’istituto d’emissione ha già rappresentato che potrebbe alzare i tassi nei prossimi mesi qualora dovesse verificarsi un’impennata dell’inflazione.

Una osservazione s’impone, in particolare dopo le tante analisi negative sugli effetti per la Gran Bretagna della Brexit. L’Office for National Statistics rilascerà in settimana il report sull’occupazione e sulle vendite al dettaglio e, gli analisti prevedono un aumento dello 0,5%, dopo la lettura invariata del mese precedente, ed un tasso di disoccupazione stabile al 4,9%. Domenica sarà il Giappone a pubblicare i dati preliminari sulla crescita del secondo trimestre. Anche per l’area dello Yen è attesa una crescita dello 0,2% nel terzo trimestre del 2016. In definitiva, una settimana d’attesa che però fornirà ai mercati i dati economici utili per maturare le decisioni importanti da prendere per i prossimi mesi considerato che i principali dati economici sembrano confermare un futuro meno pesante.