Cristicchi porta in scena gli stupri di massa dei marocchini “liberatori” (video)

 Lo spettacolo “Le Marocchinate”, portato a teatro a Roma dal 25 al 30 ottobre da Simone Cristicchi, racconta i terribili giorni decisivi e successivi allo sfondamento da parte degli Alleati della linea di Montecassino, ultimo baluardo tedesco. Apparentemente la guerra è finita e l’Italia è libera, ma non per le popolazioni di gran parte del basso Lazio dove imperversano le truppe marocchine del corpo di spedizione francese. Cristicchi, dopo Magazzino 18, dedicato alla tragedia delle foibe e degli esuli istriani, si trova ancora una volta impegnato nel fare luce su pagine quasi sconosciute della nostra storia nazionale. Nonostante le polemiche che hanno accompagnato l’impresa di parlare sul palcoscenico dell’orrore delle foibe, l’artista non si tira indietro ora nell’eccendere i riflettori sull’altra faccia della Liberazione. “Aspettavamo ji salvatori… so’ arrivati ji diavoli” . Il testo dello spettacolo è di Cristicchi e Ariele Vincenti, la regia di Nicola Pistoia.
“Un’altra di quelle storie – recita il comunicato stampa dell’evento, sulle cui tappe future è possibile consultare la pagina Facebook di Simone Cristicchi – che se non sei di quelle parti non la conosci. Successa in una terra che se non hai parenti o amici, non ci vai. Siamo in un paese della Ciociaria e Angelino, pastore locale, ci racconta la semplice ma faticosa vita contadina della sua zona prima della guerra. Vita che viene sconvolta con l’arrivo delle truppe Marocchine, aggregate agli Alleati, ai quali viene affidato il compito di entrare nella rocciosa difesa tedesca. Ottemperano il loro compito,” le truppe di colore” come ricompensa ottengono il “diritto di preda” contro la popolazione civile. 50 Ore di carta bianca, 50 ore in cui fanno razzia di tutto quello che trovano: oro, case, vino, bestie, ma soprattutto donne. Sono migliaia le donne che verranno stuprate e uccise nella primavera del ’44, dai soldati marocchini. Tra queste c’è Silvina la moglie di Angelino, che diventerà anch’essa una “Marocchinata” . Lo spettacolo ha lo scopo di rispolverare i gravi fatti della Ciociaria del ’44, per non dimenticare le migliaia di donne vittime di quelle violenze. Con l’obiettivo che le loro parole diventino le nostre parole, diventino la nostra storia”.