Utero in affitto: contro il commercio di bambini, un fronte politico trasversale

Un fronte politico trasversale contro l’utero in affitto. A chiamarlo a raccolta è l’associazione ProVita, da sempre impegnata a difesa della dignità della donna, dei bambini e, più in generale, della famiglia. Benché la legge 40 la vieti esplicitamente, infatti, esistono fortissime pressione per cercare di introdurre questa pratica anche nel nostro Paese.

L’impegno dell’associazione ProVita

«Agenzie straniere che guadagnano milioni di dollari con la maternità surrogata, cercano in modo subdolo di promuovere la pratica dell’utero in affitto e di procacciarsi clienti italiani, disposti a pagare decine di migliaia di euro per acquistare un bambino, separandolo da sua madre. Queste agenzie, approfittandosi dell’inerzia dei magistrati e delle autorità, vengono in Italia, in quanto essa rappresenta per loro un mercato in crescita», si legge in una nota di ProVita, che annuncia per martedì 4 ottobre un incontro al Senato, al quale prenderanno parte le senatrici Laura Bianconi di Ncd, Maria Rizzotti di FI e Donella Mattesini del Pd. Con loro ci saranno anche il presidente di ProVita, Toni Brandi, la giornalista Monica Sargentini e testimoni di cosa comporti poi questa pratica per la vita e per la salute di mamme e bambini. Nel corso dell’incontro saranno presentate alcune iniziative «per fare fronte comune contro la vendita dei bambini e lo sfruttamento delle donne».

«Condannare l’utero in affitto senza se e senza ma»

«Noi siamo tutti, in qualche modo, socialmente responsabili di far conoscere le gravi conseguenze dell’utero in affitto e della compravendita di gameti che esso presuppone», spiega Brandi, ricordando che «l’utero in affitto è sfruttamento delle donne e commercio di bambini, privati scientemente e premeditatamente della loro mamma». «La Commissione Affari sociali dell’Assemblea Parlamentare del Consiglio d’Europa​ – prosegue Brandi – ha recentemente raccomandato​ agli Stati​ aderenti di​ adottare​ delle​ linee guida per proteggere i diritti dei bambini​ comprati da una madre​ surrogata​: è giusto, certamente, preoccuparsi della salvaguardia dei diritti dei bambini. Ma è inutile condannare​ le conseguenze dell’utero in affitto​ per i bambini, se non si condanna, senza “se” e senza “ma”, questa ignobile pratica».

Applicare rigorosamente la Legge 40

L’unico modo «per tutelare veramente l’interesse dei bambini», dunque, non può essere una politica di “riduzione del danno”, ma una applicazione rigorosa della legge italiana, che con vieta «l’utero in affitto in tutte le sue forme». Un divieto che, però, viene spesso aggirato dai tribunali, ricorda ancora Brandi, con sentenze che di fatto sanano «evidenti fattispecie di reato perfezionate all’estero».