Sabato il debutto di “Dieci cose”. L’idea è di Veltroni, i soldi della Rai

Debutta sabato 15 ottobre in prima serata su Raiuno “Dieci cose”, uno dei programmi più costosi sui quali viale Mazzini ha investito: quattro puntate condotte da Flavio Insinna e Federico Russo nel quale due ospiti faranno un elenco delle cose per loro importanti contrassegnate da filmati, musiche e coreografie. I primi due ospiti che sabato sveleranno al pubblico la loro personalità sono Gigi Buffon e Alessandro Cattelan. Ideatore del programma Walter Veltroni, che in questo modo completa la transumanza dalla politica alla televisione pop. Sui costi del programma, interpellato da Repubblica, non ha nulla da dire: “Lo show del sabato – risponde – come la fiction è la portaerei della Rai, ma i costi sono un tema che non mi riguarda”. Inoltre conferma che per lui fare l’autore di programmi è “impegno civile”:  “In Italia è raro che uno decida di smettere di avere potere, forse anche per questo la gente mi vuole bene. Guardo alla vita che ho vissuto con riconoscenza, ho fatto tutto quello che potevo fare, ma ho voltato pagina. Quando ho smesso di avere ruoli non ne ho voluti e non ne ho chiesti. Oggi sono nel Consiglio direttivo dell’Unicef, nel cda della Fondazione del Museo della Shoah e presidente onorario della fondazione Sordi”. Infine, Veltroni – che contro le tv di Berlusconi sostenne la campagna contro gli spot che interrompevano i film sulle tv private con lo slogan “Non si interrompe un’emozione” – appare adesso molto meno rigido nel giudicare la tv commerciale: “La tv di Maria De Filippi – dice – è interessante e non va sottovalutata, è la dimensione in cui memoria e emozioni convivono. Costruire emozioni o divertimento è possibile, ma ci vuole spessore “.