No alla “Nuvola di Fuffas”. All’Eur flash mob di Fratelli d’Italia: è una truffa

Davanti a una Nuvola blindata per l’inaugurazione in diretta Rai dell’opera ultra-modernista di Massimiliano  Fuksas  flah mob di Fratelli d’Italia contro un’operazione definita “vergognosa”, che è costata oltre il doppio del previsto, da 150 milioni di euro a 427, e ha spolpato l’Eur spa, che per pagare (il progetto a la parcella di 24 milioni a Fuksas) ha dovuto svendere parte dei gioielli urbanistici della cittadella razionalista. Dietro lo striscione con la scritta “Nuvola: 467 milioni di euro di fondi pubblici andati in fumo”, decine di militanti del partito di Giorgia Meloni e di Gioventù nazionale hanno intonato slogan all’indirizzo dei 1800 invitati alla corte di Matteo Renzi, accorsi in smoking sotto le telecamere per il taglio del nastro della “Nuvola di Fuffas”, come l’hanno ribattezzata gli esponenti di Fratelli d’Italia lanciando l’hastag su Twitter.

Rampelli: il furto della Nuvola di Fuffas

“La prima Nuvola della storia a non essere sospesa ma schiacciata a terra”, ironizza Fabio Rampelli che ha aperto la maratona oratoria dopo aver presentato un’interrogazione alla Vigilanza Rai per chiedere lumi sulla diretta di Raiuno. “Il Nuovo centro congressi dell’Eur, il palloide offuscato dall’acciaio progettato dall’archistar Massimiliano Fuksas, la Nuvola, doveva essere sospesa per aria in modo stupefacente per “soli” 200 milioni di euro, ma ce ne sono voluti più del doppio, 24 dei quali sono finiti nelle tasche del presunto genio proletario che, nonostante le ben 12 varianti, alla fine è stato costretto ad adagiarla a terra come qualunque manufatto edilizio di quarto ordine, sorretto da volgarissimi pilastri. Un fallimento – spiega – il capogruppo di Fratelli d’Italia alla Camera, un furto”.

Marsilio: sprechi e promesse disattese

Marco Marsilio, portavoce regionale di FdI, ha puntato i riflettore sugli sprechi e sulle promesse non mantenute dalle varie amministrazioni capitoline anche in materia di infrastrutture, accanto al presunto polo fieristico manca perfino il parcheggio. Nel mirino di Fratelli d’Italia anche la cerimonia e la cena dei vip, ennesimo spot per Renzi, che è costata ai cittadini 120mila euro, un’inaugurazione hollywoodiana alla presenza del premier, del direttore generale della Rai, Campo Dall’Orto e dell’amministratore delegato di Eur spa, Enrico Pazzali, che – denuncia Rampelli –  hanno fatto gli inviti come se si trattasse della festa di compleanno di uno dei tre”. Tra i vip soloni della finanza, parlamentari nazionali ed europei, consiglieri comunali e regionali romani con l’unica esclusione di  Fratelli d’Italia (terzo partito romano e primo partito del centrodestra), che più di altri si è mobilitato per salvare il patrimonio razionalista dell’Eur ed evitare l’alienazione di quattro edifici storici.

Renzi e Padoan paghino il debito

Tra i gioielli svenduti  anche il Museo Pigorini, ricorda Rampelli. Svendite destinate a produrre all’Eur spa un mancato incasso di 16 milioni di euro l’anno e che segnano drammaticamente il futuro dell’ente pubblico (per il 90 per cento partecipato dal ministero dell’Economia e per il 10 dal Campidoglio, ndr). Questa Nuvola “sarà un’idrovora, non si sosterrà economicamente. Dietro il palloide svetta un edificio nero che viene chiamato la Lama per la forma stretta e lunga, che avrebbe dovuto ospitare un albergo a cinque stelle ma del quale è stata sbagliata la progettazione e non basterà a ripagare i costi della nuvola. La nuvola e la lama – conclude Rampelli – saranno la tomba del più bel quartiere razionalista del mondo. Fratelli d’Italia ha fatto diverse proposte per impedire l’impoverimento dell’Eur spa, ma non ci hanno ascoltato: logica avrebbe voluto che  Renzi, al momento opportuno, chiedesse al ministro Padoan quei 150 milioni di euro, non una somma impossibile, per pagare un debito che non hanno fatto i cittadini e i professionisti dell’Eur, ma Rutelli e Veltroni”.