Megaspot di Renzi a Raiuno: c’è chi fa politica per attaccare gli altri

Matteo Renzi scatenato all’Arena di Massimo Giletti,il  talk show domenicale in onda su Rai Uno. A poco meno di due mesi dal referendum costituzionale, il premier si è sottoposto all’intervista benevola del conduttore, spaziando dalle polemiche con Berlusconi e Bersani fino allo stato di salute dell’Italia risanata dal suo governo.  “C’è chi fa politica solo per attaccare gli altri – ha detto -“mentre io rispetto tutte le posizioni in campo”. Occhi alle telecamere, sorriso sornione Renzi ha polemizzato duramente con l‘ex segretario del Pd ricordando che Bersani “ha votato per tre volte la riforme. “Questa riforma – ha detto rispondendo alle polemiche – non l’ho scritta io da solo a Rignano sull’Arno, è stata due anni e quattro giorni in Parlamento. Bersani l’ha votata 3 volte, se cambia idea per il referendum ognuno si farà la sua opinione”. E ancora, a testa basta, contro chi si mette di traverso in difesa dello status quo: “C’è chi fa politica per cambiare il paese e chi solo per attaccare gli altri. Quando uno vota per antipatia è un elemento che dimostra una scarsa visione del Paese”.

Renzi all’attacco di Bersani

Parlando della riforma della Costituzione il premier ha promesso di proseguire sulla strada dei “miracoli”:  “Questo è l’inizio di un percorso riformatore. Dal primo giorno andai in Senato per dire che non sono qui a vivacchiare e tutti applaudirono Napolitano sull’esigenza delle riforme. Ora finalmente dopo 30 anni qualcuno ha fatto la riforma teorizzata da molti e votano i cittadini”. “Molti – ha detto ancora – fanno scenari foschi io semplicemente dico che se vince il no non cambia niente, non dico che arriverà la peste, continueremo con gli stessi numeri e gli stessi costi”. Parole dure anche nei confronti del Cavaliere che ha votato “questa riforma in prima lettura e poi ha cambiato idea quando abbiamo eletto Mattarella”. Quella di Berlusconi – ha detto ancora Renzi – è  una posizione che rispetto ma non capisco, secondo me un sacco di gente di destra non starà dietro ai giochini politici, alla fine, votando su un quesito chiaro, gli italiani saranno più attenti a far risparmiare lo Stato che alle discussioni di Renzi, Berlusconi, D’Alema e Grillo. Noi passiamo, siamo provvisori, le istituzioni invece restano”. Come da copione Renzi si è atteggiato a salvatore della patria sbandierando l’equazione sì uguale modernizzazione, no uguale restaurazione, occhieggiando agli elettori del fronte avversario.

Renzi ha drammatizzato

Le opposizioni no tardan oa farsi sentire e a smentire la lettura renziana. Anche fuori dai palazzi della poltiica. “Renzi ha drammatizzato il referendum, neanche nel 1948 Paese così lacerato”, è il commento di Cesare Romiti. “Restiamo la terra dei guelfi e dei ghibellini. Ma neppure nel 1948 ci siamo lacerati così”, con insulti e toni che nel ’48 non si sentivano. Tutti ossessionati a prescindere dai contenuti”