L’ultima notte nella giungla dei migranti a Calais, una vergogna europea

«Siamo tutti stanchi. Noi poliziotti, i migranti, gli abitanti di Calais, i camionisti che cercano di arrivare al porto evengono presi d’assalto. Questa situazione non poteva più durare, il problema è l’avere lasciato che migliaia di persone vivessero qui per tutto questo tempo in condizioni insostenibili. Noi agenti di Calais abbiamo denunciato il problema sin dal 2014, siamo passati da 800 migranti in aprile a 2.000 in ottobre, fino agli 8-9 mila di oggi. Non siamo stati ascoltati». Gilles Debove è poliziotto a Calais da oltre 16 anni. Nel 2000 ha conosciuto il centro di Sangatte, qui vicino, poi la sua chiusura, e la nascita e l’espansione senza controllo della «Giungla». Delegato sindacale (Sgp-Fo Police), parla a nome di molti dei 1.250 agenti che oggi cominceranno uno smantellamento che potrebbe durare una settimana o più, si legge su “il Corriere della Sera”.

10 mila persone da sgomberare a Calais

Sotto le telecamere di tutto il mondo e di fronte all’opposizione di militanti in arrivo da molti Paesi europei, i poliziotti dovranno accompagnare, o mettere di peso, migliaia di persone – circa 1.300 minori, molti bambini – su 70 autobus diretti verso 280 centri di accoglienza in tutta la Francia. Esseri umani messi tutti in fila e divisi in quattro categorie: uomini, famiglie, minori isolati, persone vulnerabili (cioè deboli o malate). Con quale stato d’animo vi apprestate a entrare in azione? «Onestamente la situazione non era più sopportabile per nessuno, neanche per i migranti. Si parla di “smantellamento” ma è un termine troppo violento. È un’operazione innanzitutto umanitaria, speriamo che si svolga nella calma. Siamo preoccupati per martedì più che per il primo giorno, quando tante persone dovrebbero salire sugli autobus volontariamente. Almeno la metà degli ospiti della Giungla, soprattutto i sudanesi, hanno rinunciato all’Inghilterra e accettano di essere ridistribuiti in tutta la Francia.

Nello sgombero saranno impegnati oltre 1.000 agenti

Dal punto di vista dei poliziotti, le persone che abitano nella bidonville più grande di Francia «sono come il resto della società». «La stragrande maggioranza persone perbene, alcuni meno. Cioè quelli che hanno fatto delle migrazioni un affare: economico, per i passisti, soprattutto afghani, e politico, come i militanti no borders». I minori non accompagnati rappresentano il problema più grave. Circa duecento sono stati finalmente accolti dalla Gran Bretagna, ma ne restano oltre un migliaio. «Questa è la vera difficoltà», dice Debove.