La collega lo denuncia per molestie e stalking: vigile urbano alla sbarra

Divisa d’ordinanza, taccuino in tasca, sguardo vigile e un pensiero fisso nella mente: sedurre a tutti i costi quella collega così affascinante ai suoi occhi da arrivare a insidiarla pesantemente. E anche di più…

Vigile urbano alla sbarra per molestie sessuali

Dal corteggiamento alle attenzioni ossessive, si sa, il passo è breve: così breve che oggi, un vigile urbano di Roma – il 55enne Angelo Zuppante, in servizio al primo gruppo, quello del Centro storico della Capitale – è stato rinviato a giudizio dal gip per l’accusa di violenza sessuale e stalking nei confronti di una collega. Collega che addebita al vigile capitolino ora nel mirino della giustizia l’accusa di essere stata da lui molestata e perseguitata a più riprese e in diverse circostanze. E sarebbero due, in particolare, gli episodi contestati all’uomo che avrebbe preso di mira la vigilessa in questione con vessazioni che – a detta della denunciante – sarebbero avvenute anche all’interno dell’ufficio.

Il Comune si è costituito parte civile

Un incubo quotidiano, insomma, quello denunciato dalla donna, e che ha indotto la vittima di cotante non richieste – e mal sopportate – attenzioni a sporgere denuncia nei confronti dell’invadente – diciamo così – collega di lavoro. In particolare la vittima ha raccontato agli inquirenti di essere stata oggetto anche di molestie sessuali in diverse circostanze quando, approfittando dell’assenza di potenziali testimoni, il collega avrebbe tenuto nei suoi confronti un comportamento «persecutorio e minaccioso». Un atteggiamento ossessivo, insomma, per il quale il gip ha fissato il processo, nel quale il Comune si è costituito parte civile, e che prenderà il via il prossimo 3 febbraio davanti ai giudici della prima sezione penale.