Jim Messina, il consulente d’oro: dal Pd 400mila euro per sostenere il “sì”

Una cifra da capogiro pur di annientare il fronte del no. Jim Messina, il guru della comunicazione, già consulente di Barack Obama, assoldato dal Pd per la campagna referendaria a favore del sì, riceverà dal Nazareno 400mila euro. A tanto ammonterà la parcella di Messina (che ha all’attivo la campagna per la rielezione di Obama e di David Cameron) nell’ambito del budget complessivo per l’intera campagna a favore del sì. Una campagna colossale, sulla quale Matteo Renzi si gioca la faccia e forse anche la poltrona, che dovrebbe costare complessivamente  2,8 milioni di euro. L’importo per la super consulenza di Messina – scrive il quotidiano torinese – è appena centomila euro in meno di quanto, mezzo milione di euro, il Pd ha incassato con la raccolta delle 500mila firme per il referendum costituzionale. Una batosta per le casse del Pd che non lascia indifferenti parlamentari e classe dirigente.

Jim Messina arruolato dal Pd

Con il presidente Usa, che nel 2012 promosse Jim Messina da capo di gabinetto della Casa bianca a consulente della campagna più tecnologica della comunicazione moderna, le cose andarono molto bene,  per questo il guru è sbarcato in Italia arruolato da Matteo Renzi per confermare la riforma costituzionale approvata dal Parlamento. La cifra di 400mila euro da qualche giorno sta circolando tra i parlamentari dem,  preoccupati che i soldi alla fine andranno a pesare sul bilancio dei gruppi di Camera e Senato, oltre ai 700mila euro destinati alla campagna pubblicitaria che sta tappezzando le grandi città, autobus compresi. Anche lo slogan non è piaciuto a molti democratici, curiosi di sapere di più anche su quanto spenderà in tutto il Pd. Ai soldi dei gruppi parlamentari, infatti, vanno aggiunti quelli del partito, che si aggirano attorno a 1,7 milioni di euro. La spesa finale dovrebbe fermarsi così poco sotto i 3 milioni di euro. «Abbiamo 14 milioni di euro a bilancio – spiega Daniele Marantelli, tesoriere del gruppo Pd – alla Camera, non del partito.  La campagna del referendum è perfettamente coincidente con le tipiche attività del gruppo». Jim Messina,  rivela il tesoriere, è stato profumatamente pagato anche per la campagna pubblicitaria No Imu lanciata prima delle elezioni amministrative di primavera.