Emersione del contante, il governo fa un passo indietro: salta il forfait al 35%

Salta nella manovra la flat tax al 35 per cento sull’emersione del contante. Dopo le polemiche degli ultimi giorni, il governo avrebbe deciso di cambiare rotta sulla parte più contestata della voluntary-bis, già ribattezzata norma “salva-Corona“. La versione definitiva del decreto fiscale, che sembra essere ormai quasi alle ultime battute, tornerebbe quindi al rientro dei capitali prima maniera, quello del 2015, che non prevedeva un’aliquota forfait ma il normale calcolo delle somme emerse nella tassazione progressiva per fasce di reddito. Allo stesso tempo, dovrebbe essere confermato l’obbligo di dichiarare, sotto la diretta responsabilità del contribuente, la provenienza del denaro. Le norme scritte nero su bianco non sono però ancora visibili.

Emersione del contante e nuovi dati di Equitalia

Passata una settimana dall’approvazione in Consiglio dei ministri, i testi della legge di bilancio e del decreto sullla manovra e le misure sull’emersione del contante non sono stati infatti ancora trasmessi alle Camere. Per l’arrivo della manovra in Parlamento, secondo fonti di governo, bisognerà attendere probabilmente la prossima settimana. Si immagina martedì. Anche se il decreto fiscale potrebbe, secondo alcuni, godere di una corsia preferenziale ed arrivare in tempi più stretti. Il cantiere della sburocratizzazione del fisco è aperto anche sul fronte delle scadenze. Sul fronte delle cartelle arrivano intanto i nuovi dati di Equitalia. La “finestra” che concedeva sessanta giorni di tempo a quei contribuenti che erano decaduti dal proprio piano di rateizzazione concordato con la società di riscossione si è chiusa il 20 ottobre scorso con un vero e proprio boom: circa centomila richieste di riammissione alla rateizzazione. Dal 20 agosto scorso, sono stati rimessi in rateizzazione circa tre miliardi, anche se per il dato definitivo bisognerà attendere che sia lavorata l’ultima parte, il 5 per cento del totale, delle istanze pervenute.