Renzi e Hollande, stessa spiaggia stesso flop: sono gli ultimi in Europa

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Italia, Francia e Finlandia sono gli unici Paesi europei con la crescita ferma nel secondo trimestre del 2016. Sotto la media Ue (+0,4%) anche Austria (+0,1%), Grecia e Lituania (+0,2%), mentre volano i Paesi dell’Est: Romania (+1,5%), Ungheria (+1%), Slovacchia, Polonia e Repubblica Ceca (+0,9%). Bene anche la Spagna (+0,8%), mentre rallenta anche la Germania (+0,4% dopo lo 0,7% del primo trimestre). Cosa ci dicono questi numeri? Che il fallimento dei “santoni” del centrosinistra Renzi e Hollande è senza appello e senza attenuanti. Va bene persino la Spagna che non riesce a formare un governo ed è chiamata ripetutamente alle urne. Fanno meglio i Paesi dell’Est e va avanti l’Ungheria con un governo di destra impegnato anima e corpo nella difesa dei propri confini dall’invasione migratoria. Mentre loro, Renzi e Hollande, “i dioscuri del centrosinistra” che avevano il vento in poppa, che erano stati  salutati dall’intellighenzia internazionale come i salvatori della rispettive Patrie, non hanno avuto l’umiltà di prendere atto di una situazione economica complicata che da tempo avrebbe necessitato di interventi seri e non di annunci.

Renzi e Hollande, flop senza scusanti

I segnali c’erano stati, gli avvertimenti pure, ripetuti. Prendiamo il caso italiano. Da mesi siamo in deflazione – che vuol dire stagnazione, ossia Paese col motore spento –   ma Renzi ha continuato a minimizzare, con i suoi slogan ottimistici ma infondati e con la sua politica di elargizioni a vanvera, dagli 80 auro ai bonus ai diciottenni, senza poore mano a interventi strutturali. Sottovalutare la deflazione e trattare con suffucuieza le opposizioni è stato un atto sconsiderato, di cui oggi paghiamo il conto e che costringerà a una legge di Stabilità che si annuncia lacrime e sangue per i soliti noti, ossia per noi contribuenti. I “cugini” francesi non stanno meglio e non vorrebbero vedere Hollande neanche in cartolina, il cui consenso è in caduta verticale ormai da tempo. Anche il presidente francese era stato considerato il modello da imitare, additato dall’intellighenzia nostrana come il simbolo di una politica di sinistra da cui far ripartire l’Europa. I risultati risibili sono sotto gli occhi. Con il Job’s Act alla francese è riuscito nell’intento di portare in piazza tutte le categorie sociali furiose per le leggi sul lavoro che hanno peggiorato la situazione.