Papa Francesco: «Le religioni dicano che uccidere in nome di Dio è satanico»

Qualche mese fa è stato l’esorcista Padre Amorth a dirlo chiaro e tondo: dietro l’Isis c’è la mano del demonio. Oggi è il Pontefice in prima persona a ribadirlo: e nel ricordare il martirio di Padre Jacques Hamel, barbaramente “giustiziato” da fanatici integralisti nella cattedrale di Rouen, appena due mesi fa, conferma: «Uccidere in nome di Dio è Satanico. Un’affermazione netta che spiega senza sconti pietistici o accomodamenti ecumenici, la crudeltà di tagliagola e boia arruolati nelle fila dell’Isis, ma che il Vescovo di Rouen, monsignor Dominique Lebrun, ha pensato di circoscrivere ulteriormente: «Certo che gli assassini hanno accettato l’influenza del diavolo, di Satana, ma gli assassini, solo questo», ha in qualche modo rettififcato l’alto prelato d’oltralpe nel tentativo di evitare che l’associazione tra integralismo jihadista e Satana possa indurre a pensare che l’Islam stesso sia diabolico. Una specificazione opportuna, certo, ma le parole del Papa rivolte ai fedeli presenti a Santa Marta nella messa celebrata in ricordo di Padre Hamel alla presenza dei familiari del sacerdote ucciso il 26 luglio scorso, non lasciano spazio al dubbio. «I cristiani – ha detto Bergoglio – che oggi soffrono, sia nel carcere o con la morte o con le torture per non rinnegare Gesù Cristo fanno vedere la crudeltà di questa persecuzione. E questa crudeltà che chiede l’apostasia, diciamo la parola, è satanica. E quanto piacerebbe che tutte le confessioni religiose dicessero: uccidere in nome di Dio è satanico». Di più. In uno dei passaggi chiave della sua omelia il Pontefice ha esortato ad avere «il coraggio di dire la verità: uccidere in nome di Dio è satanico».

Papa Francesco ricorda padre Jacques Hamel

«Nella croce di Gesù Cristo capiamo pienamente il mistero di Cristo. Questo mistero di annientamento, di vicinanza a noi», ha spiegato Papa Francesco nell’omelia, tradotta passo dopo passo in francese. «Lui essendo nella condizione di Dio, dice Paolo, non ritiene un privilegio di essere come Dio, ma svuota se stesso. Assumendo una condizione di servo, diventando simile agli uomini», ha proseguito. «Dall’aspetto riconosciuto come uomo, umilia se stesso, facendosi obbediente fino alla morte, e a una morte di croce. Questo è il mistero di Cristo. Questo è un mistero che si fa martirio per la salvezza degli uomini», ha sottolineatoil Pontefice aggiungendo subito dopo: Gesù Cristo è «il primo martire, il primo che dà la vita per noi. E da questo mistero di Cristo incomincia tutta tutta la storia del martirio cristiano. Dai primi secoli fino a oggi».

Papa Francesco: oggi nella chiesa ci sono tanti martiri

«I primi cristiani hanno fatto la confessione di Gesù Cristo pagando con la loro vita. Ai primi cristiani era proposta l’apostasia, cioè “dite che il nostro Dio è il vero non il vostro. Fate un sacrificio al nostro Dio o ai nostri dei”. E quando non facevano questo, quando rifiutavano l’apostasia venivano uccisi», ha ricordato Papa Francesco. «Questa storia si ripete fino a oggi – ha proseguito –. E oggi nella chiesa ci sono più martiri cristiani dei primi tempi. Oggi ci sono cristiani assassinati, torturati, carcerati, sgozzati, perché pronti a a non rinnegare Gesù Cristo. Una storia di persecuzioni, massacri, martiri che arriva fino ad oggi – ha spiegato Papa Francesco – al nostro «Pere Jacques». Lui è l’ultimo anello di questa lunghissima catena di martiri che, ha concluso Francesco, «è stato sgozzato nella croce, proprio mentre celebrava il sacrificio della croce di Cristo. Uomo buono, mite, di fratellanza, che cercava sempre di fare la pace. È stato assassinato come se fosse un criminale. Questo è il filo satanico della persecuzione».