Libia nel caos: perchè sta aumentando il peso del maresciallo Haftar

In questo momento l’uomo più importante della Libia è il maresciallo di campo Khalifa Haftar – era generale, è stato promosso la settimana scorsa – perché comanda di fatto l’est del paese e perché sta sfidando l’ovest, controllato dal governo di Tripoli. Nelle ultime due settimane ha rilasciato due interviste in arabo che sono significative già a partire dai media scelti: uno è Sputnik, un’agenzia di stato russa che segue con fedeltà il punto di vista del governo di Mosca e pubblica in tante lingue straniere, l’altro è al Ahram, giornale di stato dell’Egitto. Ecco che cosa ha detto, si legge su “il Foglio”.

Haftar uomo del momento in Libia

Il grande amico russo. Haftar identifica in modo chiarissimo i suoi due grandi sponsor intemazionali: la Russia di Vladimir Putin e l’Egitto del presidente Abdel Fattah al Sisi. Parla della sua visita a Mosca e racconta di avere incontrato Nikolai Patrushev, ex capo dell’intelligence russa (Fsb) poi diventato consigliere per la Sicurezza di Putin, considerato l’architetto delle operazioni militari in Siria e delle complesse alleanze con l’Iran e con il presidente siriano Bashar el Assad. Haftar a Mosca ha anche incontrato il capo della Difesa, il generale Sergei Shoigu, e il diplomatico russo più accreditato nel mondo arabo, il viceministro degli Esteri Mikhail Bogdanov. In pratica, Haftar ha parlato con il team russo che si occupa della Siria e in generale del medio oriente, lo stesso team che ha interesse a replicare il modello “Mosca-Damasco” in Libia. Il maresciallo di campo definisce Mosca “il principale nemico del terrorismo” e apprezza la posizione della Russia a proposito della rivalità tra Bengasi e Tripoli, perché non riconosce il Consiglio presidenziale, ovvero il paragoverno di Tripoli guidato dal primo ministro designato Fayez al Serra j.

Russia ed Egitto gli sponsor di Haftar

E la Francia? “Un alleato soltanto da poco tempo e soltanto per quel che riguarda la minaccia del terrorismo”. L’operazione per liberare Sirte. Haftar liquida gli sforzi militari conosciuti come operazione Banyan al marsous – che in arabo vuoi dire “L’edifìcio dalle fondamenta solide” – per liberare Sirte dallo Stato islamico come “una goccia nel mare rispetto a quello che abbiamo fatto a Bengasi”. Perlomeno ingeneroso, considerato che i battaglioni di Misurata impegnati da quattro mesi nella liberazione di Sirte hanno perso circa seicento uomini. Ma sono legati al governo di Tripoli, e quindi sarebbe strano se Haftar si congratulasse con loro. L’America pensa ai fatti suoi. Haftar sostiene che l’accordo tra il governo di Tripoli e il governo americano che ha aperto la strada alla campagna aerea contro lo Stato islamico assediato a Sirte sia essenzialmente una sceneggiata.