Chi è Frauke Petry, la 40enne d’assalto dell’Afd stanca di sharia e clandestini

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Nonostante i media internazionali e soprattutto italiani continuino a chiamare l’Afd (Alternative fuer Deutschland) un partito anti-immigrati, populista, estremista di destra (quando non addirittura razzista) , il partito guidato da Frauke Petry non è nulla di tutto questo. Ovviamente la guerra mediatica contro chi minaccia l’equilibrio dei poteri forti in Europa e nel mondo viene trattato dal braccio armato di questi poteri forti come un pericoloso eversore. Ma siamo abituati. Ma chi è la leader di questo partito nato appena tre anni fa e che già si è imposto all’attenzione poitica del mondo? Si chiama Frauke Petry, ha 41 anni, essendo nata nel 1975 a Dresda (la città-martire i cui civili furono pesantemente colpiti dagli anglo-americani durante la guerra con le bombe al fosforo, ndr), si è laureata in chimica all’università di Reading e ha successivamente conseguito il dottorato all’università di Gottinga. Sposata e separata, ha quattro figli. Vive in Sassonia e parla correntemente l’inglese. Entrata nell’Afd nel 2013, sin dalla sua fondazione, nel luglio 2015 ne è diventata la leader, favorita dall’ala consevatrice del partito. Partito che, come lei stessa ha dichiarato più volte, si può definire nazional-conservatore, sostenitore delle istanze di autodeterminazione dei popoli. La Petry è inoltre convinta che la sharia sia incompatibile con l’ordine democratico e liberale dello Stato tedesco. La polizia confinaria tedesca, secondo Afd, deve garantire e tutelare la Germania dall’ingresso illegale di clandestini.

 La Petry è diventata leader dell’Afd nel 2015

Afd, che fu fondato nel febbraio 2013 da Bernd Lucke, economista e professore di macroeconomia, ha partecipato a poche competizioni elettorali sinora: nel 2013, alle elezioni federali, ottenne il 4,7 per cento, non riuscendo quindo a superare lo sbarramento del 5 per cento per accedere ai seggi nel Bundestag. Alle Europee del 2014 superò il 7 per cento, conquistando sette eurodeputati che sono entrati nel Gruppo dei conservatori e riformisti europei. Nelle elezioni regionali di quest’anno l’Afd ottiene ottimi risultatI: nel Land del Baden-Wuettemberg diventa il terzo partito ottenendo il 15,1% dei consensi, nel Land della Renaia-Palatinato ottiene l’12,6%, nella Sassonia-Anhalt si colloca addirittura al secondo posto ottenendo il 24,2% dei suffragi. Fino all’affermazione di ieri nel Mecleburgo, dove ha superato il 21 per cento e lo stesso partito di Angela Merkel. «Porteremo questo successo anche a Berlino il 18/9 e anche i colleghi a livello comunale in Bassa Sassonia se ne avvantaggeranno», ha detto la Petry riferendosi ad altre due tornate elettorali regionali e locali previste nelle prossime due settimane. A livello nazionale un sondaggio Emnid pubblicato nelle ultime ore attribuisce all’Afd un 12% che la rende terza forza politica del Paese. Polemiche hanno suscitato le sue dichiarazioni, montate ad arte dalla stampa, seocndo le quali Petry ha auspicato che i profughi cui viene negato il diritto di asilo vengano portati su due «isole fuori dall’Europa protette dall’Onu», peraltro sulla falsariga di quanto già fa da tempo l’Australia in Micronesia. E fra le sue dichiarazioni che hanno avuto più risalto negli ultimi mesi c’è la comprensione espressa per quei tedeschi che vogliono armarsi per autodifesa: in modo indiretto per sottolineare che la politica in favore dei migranti porta criminalità e terrorismo. Non a caso oggi ha definito «catastrofica» la politica della Merkel sull’immigrazione. Oltre a conclamate posizioni anti-Ue che sono state il cavallo di battaglia della precedente fase politica della Afd, su famiglia e aborto ha opinioni che qualcuno a definito «anti-femministe».