Trump: «Meno tasse per tutti e toglierò la vergognosa tassa di successione»

«La più grande rivoluzione fiscale dai tempi di Ronald Reagan»: è la promessa di Donald Trump, che lancia la proposta di «un taglio generalizzato delle tasse» a imprese e famiglie, per aprire «una nuova era di prosperità in America» e dare alla ripresa quella spinta che finora è mancata. Con l’obiettivo di raddoppiare la crescita portandola al 4% l’anno. Il tycoon illustra il suo piano per l’economia a Detroit, la capitale dell’industria automobilistica americana. Quella Detroit passata dai fasti di “Motor City” al declino che – sottolinea – è il frutto di politiche fallimentari di cui Hillary Clinton si fa ancora portavoce: “Lei è il passato, noi rappresentiamo il futuro”.

Il discorso di Trump a Detroit rappresenta una svolta

Ma l’importanza del discorso di Detroit va al di là dell’agenda economica del candidato alla Casa Bianca. E’ un momento di snodo della campagna elettorale, con Trump che mette la quarta. Presenta una ricetta economica che ricalca a grandi linee quella dei repubblicani in Congresso. Una piattaforma in cui la riduzione della pressione fiscale figura al primo posto. Una rivoluzione, quella avanzata, che costerà – secondo le previsioni della sua campagna – meno di 2.000 miliardi di dollari in dieci anni. «Tasse più basse aiutano a far rientrare in America denaro e posti di lavoro dall’estero», spiega Trump che propone un’aliquota ridotta al 15% sulle imprese e una del 10% sul rientro di capitali. Per quel che riguarda le persone fisiche, invece, tre le aliquote (12%, 25% e 33%) a seconda della fascia di reddito. E poi, «via la vergognosa tassa di successione», e «tasse pari allo zero» per i più disagiati. La seconda gamba del piano per rilanciare l’economia Usa è quella di una profonda revisione degli accordi commerciali.