Torino, amatriciana in piazza per i terremotati. Ma i soliti vegani non gradiscono

Domenica a Torino sarà organizzata una maxispaghettata in piazza San Carlo: la ricetta è quella della famosa pasta all’amatriciana (un omaggio ad Amatrice, la città più colpita dal sisma). Il sindaco, Chiara Appendino, e i suoi assessori serviranno ai tavoli. Il ricavato dell’iniziativa sarà devoluto ai comuni colpiti dai crolli del terremoto. Un’amatriciana solidale, dunque, ma che non ha mancato di creare polemiche che forse potevano essere risparmiate in una congiuntura come l’attuale che dovrebbe vedere tutti gli italiani uniti nella solidarietà.  Invece, come riferisce La Repubblica, i primi a polemizzare sono stati i consiglieri del Pd: Stefano Lo Russo, capogruppo dei democratici in Consiglio comunale, parla di iniziativa che “si commenta da sola” e propone di devolvere in modo simbolico il gettone di presenza del primo consiglio comunale di settembre alle vittime del terremoto. Altri esponenti del Pd hanno parlato di “passerelle mediatiche”. La sindaca Appendino ha replicato su Twitter: “La lodevole iniziativa della spaghettata non è né mia né del Comune ma della Protezione Civile, che avrà tutto il nostro supporto”.

Tra le proteste si segnalano anche quelle dei vegetariani e dei vegani che non gradiscono il guanciale, ingrediente essenziale della ricetta. Il M5S replica che sono previsti anche piatti di pasta per chi non mangia carne ma ciò non è bastato a placare l’indignazione di chi ritiene che la decisione dell’amatriciana non sia sufficientemente “etica”. Una polemica che in qualche modo riecheggia le affermazioni dell’ex gieffina – poi smentite – che aveva parlato di “karma” a proposito del terremoto ad Amatrice (dove appunto la ricetta dell’amatriciana è stata elaborata e poi esportata in tutto il mondo). Un altro supporter dell’ideologia vegana ha pubblicato su Fb la foto di un maiale macellato scrivendo: “Aggiungiamo altre vittime innocenti alla tragedia in nome della solidarietà”.

Per la maxi-amatriciana di Torino saranno usati cinque quintali di pasta, 2 di passata di pomodoro e pelati, 80 chili di guanciale per preparare almeno 5mila piatti. Mobilitati 60-70 volontari della Protezione civile, in particolare dell’Associazione volontari Alpini e dell’Associazione nazionale Carabinieri, e del Gruppo comunale di Protezione Civile. A loro il compito di montare la struttura e di preparare e servire la pasta. A torinesi e turisti sarà chiesto un contributo volontario che sarà versato su un apposito conto corrente attivato per gli aiuti.