La segretaria di Goebbels si racconta nel film “Una vita tedesca” (video)

Brunhilde Pomsel è stata dal 1942 la segretaria del ministro della Propaganda nazionalsocialista Joseph Goebbels ed è la protagonista del film-documentario Una vita tedesca, un’ora e 47 minuti in cui la Pomsel (che ha 105 anni) spiega che all’epoca, nel bunker sotto la Cancelleria del Reich a Berlino, non fece altro che il proprio lavoro e di non avere mai avuto sentore del genocidio contro gli ebrei. “La Pomsel – scrive oggi il quotidiano Il Dubbio recensendo il film – si consegnò ai russi, fu condannata a cinque anni che scontò in una serie di carceri a Berlino, fu rilasciata e riprese il suo lavoro di segretaria, stavolta del direttore dei programmi dell’emittente di Stato, fino a quando si ritirò dal lavoro a sessant’anni”. Brunhilde Pomsel, come già la segretaria di Hitler, Traudl Junge (dalle cui memorie è stata tratta la sceneggiatura del film La Caduta, 2004), esprime lo stesso sentimento di distacco dal regime nazionalsocialista che è stato tipico di tanti tedeschi nel dopoguerra e giustifica la sua posizione con una affermazione provocatoria: “Quelli che oggi dicono che si sarebbero rivoltati contro i nazisti credo che parlino sinceramente, ma credetemi, la maggior parte di loro non lo avrebbe fatto”. Nel documentario Brunhilde, che ha 105 anni, descrive Goebbels come un “nano delirante”. Eppure quell’uomo “narcisista, freddo e rigido come il bastone da passeggio che portava”, era anche l’unico “vero intellettuale in quella massa di disadattati che componevano la cerchia intima di Hitler”. Il film è già stato presentato in vari festival in Svizzera, Germania, Israele, Stati Uniti.