Migranti e terrorismo, Alfano alla “mordi e fuggi”: parla a vuoto e scappa

FacebookPrintCondividi

Dal rischio della radicalizzazione nelle carceri ai numeri sulle espulsioni. Nella calura di Ferragosto il ministro Angelino Alfano ha tentato il colpo di sole, cercando di uscir fuori dalle polemiche sulla sua (mancata) azione di contrasto agli arrivi di “sospetti terroristi” sulle nostre coste. Lo scoop del Corriere della Sera sull’arrivo di miliziani nascosti tra i migranti sui barconi ha definitivamente smascherato l’ipocrisia con cui è stata affrontata la questione dal governo italiano. Chiunque, nei mesi scorsi, osava denunciare questo mix veniva definito razzista dai maestri del politicamente corretto, tutti piegati alle esigenze del buonismo che regna nel centrosinistra.

 Le contraddizioni di Alfano e il vuoto della sua azione

Che non si debba suscitare allarmismo è giusto, nessuno lo mette in dubbio, anche perché si rivelerebbe un boomerang e farebbe il gioco degli strateghi del terrore. Ma è altrettanto giusto sottolineare che i rischi per l’Italia sono comunque grossi e che da Palazzo Chigi non c’è stata un’attenta valutazione dei fatti. Si è pensato più che altro a mettere a punto la propaganda, a correggere il tiro, a rimodulare il tutto secondo le logiche del Pd. Ora c’è quella frase trovata a Sirte, quel punto di partenza per Roma, che apre uno squarcio sugli obiettivi dell’Isis, specie ora che le sue milizie sono in crisi sul piano militare. Una frase che è cruciale. Negli Usa il tanto demonizzato Trump ha parlato di controlli più serrati sugli immigrati. In Italia, invece, siamo sempre ai giochi di parole perché parlare di rischio radicalizzazione nelle carceri, come ha fatto Alfano, è un tentativo di sviare: piuttosto lo stesso Alfano dovrebbe chiarire da dove vengono questi migranti “a rischio”. E qui casca l’asino, non può farlo perché la sua azione di contrasto ai flussi e la sua azione di controllo sono state pari a zero. Come dimostrano, del resto, i numeri sbandierati sempre da Alfano sulle espulsioni, numeri che invece dovrebbero farlo arrossire: parlare di 109 espulsi su migliaia e migliaia di migranti arrivati in Italia sembra una barzelletta. E le barzellette, in questa stagione, sarebbe bene non raccontarle.