Meno tasse alle imprese o più soldi ai pensionati? Il dilemma di Renzi

 Politica dell’offerta o della domanda? Sgravi per le imprese o aumenti per stipendi e pensioni? Il presidente della Confindustria, Vincenzo Boccia, non ha dubbi. E ci mancherebbe: fa gli interessi dei suoi associati e chiede che nella prossima manovra il governo parta dagli incentivi agli investimenti e dal taglio delle tasse sulle imprese. Una linea che trova una sponda forte nel ministro dello Sviluppo, Carlo Calenda, che lo ha detto esplicitamente: basta con la distribuzione «indifferenziata» di soldi per sostenere la domanda. Anche il ministro dell’Economia, Pier Carlo Padoan, ha fatto chiaramente capire che le risorse dovranno essere concentrate sugli investimenti e sul taglio delle tasse, cominciando dall’ires, si legge su “Il Corriere della Sera“.

Aiutare le aziende o i pensionati: il dilemma divide l’esecutivo

E quando gli si chiede del pacchetto pensioni (flessibilità in uscita, assegni al minimo) e dei contratti pubblici da rinnovare dopo 7 anni di blocco osserva laconico che i margini sono stretti. Insieme, Calenda e Padoan, stanno preparando il pacchetto «Industria 4.0» e «Finanza per la crescita»: dalla proroga del superammortamento sugli investimenti in beni strumentali al potenziamento del credito d’imposta sulla ricerca, dai Pir (strumenti finanziari per incentivare fiscalmente i risparmi indirizzati verso le piccole e medie imprese) all’estensione dei bonus ristrutturazione ai condomini. Sull’altro fronte ci sono Cgil, Cisl e Uil. Anche i sindacati fanno il loro lavoro e spingono perché i soldi il governo li metta su pensioni e contratti pubblici. Del resto, da alcuni mesi si stanno confrontando con il ministro del Lavoro, Giuliano Poletti, e il sottosegretario alla presidenza del Consiglio, Tommaso Nannicini, su un pacchetto di interventi a sostegno delle pensioni e ancora ieri lo stesso Renzi ha confermato: «Bisogna dare un po’ più soldi ai pensionati». Le ipotesi vanno dal potenziamento della quattordicesima all’aumento della no tax area. Sempre il premier, nelle ulti me settimane, ha annunciato più risorse per la lotta alla povertà e per i contratti pubblici.

Renzi in mezzo a due fuochi

Anche Poletti e Nannicini, soprattutto se firmeranno l’accordo con i sindacati, prepareranno i relativi provvedimenti da inserire nella legge di Bilancio che il governo presenterà entro il 20 ottobre. Il dibattito contrappone anche le seconde file. Se il viceministro dell’Economia e segretario di Scelta Civica, Enrico Zanetti, si schiera con Calenda, il viceministro delle Intrastrutture, il socialista Riccardo Nencini, dice invece che la priorità sono le pensioni minime. La divisione attraversa la maggioranza in Parlamento. Solo per fare un esempio, il presidente della commissione Lavoro della Camera, Cesare Damiano, insiste anche lui su pensioni e contratti; quello della stessa commissione ma al Senato, Maurizio Sacconi (Ap), sugli sgravi alle imprese, schierandosi apertamente con la linea Calenda. Trovare un equilibrio non sarà facile.