L’amara scuola di Renzi scatena l’ira dei prof. E gli agenti si tolgono i caschi

L’amara scuola di Renzi è la peggiore delle riforme e ha creato il caos. Arriva la protesta di piazza. Migliaia di insegnanti di scuola primaria e di scuola media vogliono capire perché, pur avendo un punteggio alto, sono stati spediti a centinaia di chilometri da casa. Mentre colleghi con meno punteggio si ritroveranno in sedi più vantaggiose. Quest’anno, ha spiegato a più riprese il ministro dell’Istruzione Stefania Giannini, si sta svolgendo una mobilità straordinaria che sta coinvolgendo – l’ultimo atto dei trasferimenti sarà il 13 agosto, con gli spostamenti dei prof del superiore – 200mila insegnanti, il doppio degli anni precedenti.

Scuola, a Napoli gli agenti di polizia si sono tolti il casco

Momenti di tensione tra manifestanti e Polizia davanti alla Prefettura di Napoli. Il “contatto” con le forze dell’ordine c’è stato con i docenti che sono scesi in piazza. Secondo quanto denunciato dai manifestanti della scuola, ci sarebbero stati spintoni nei confronti di chi ha cercato di superare la barriera delle forze dell’ordine a protezione del Palazzo della Prefettura. Sul posto è arrivata un’ambulanza per soccorrere un’insegnante colpita da un malore. La tensione si è sciolta – riferiscono i manifestanti – quando gli agenti si sono tolti il casco ed è scattato l’applauso dei presenti.

Protesta anche davanti all’Ufficio scolastico regionale, in via San Lorenzo a Palermo, di circa 250 lavoratori Co.co.co in servizio da vent’anni presso le segreterie della scuola statale, con funzione di assistente amministrativo, coinvolti contrariamente alle attese nei processi di mobilità territoriale. Dal Miur i sindacati avevano avuto di recente rassicurazioni che la “mobilità” per questa tipologia di lavoratori non sarebbe scattata proprio non si tratta di dipendenti ma di collaboratori precari. Invece dal Provveditorato anche quest’anno sono sono arrivati per i Co.co.co. palermitani almeno 60 lettere di trasferimento.