Brasile, prete pedofilo si impicca in cella: era citato nel film “Spotlight”

Un prete brasiliano arrestato per pedofilia e citato nel film vincitore dell’Oscar 2016 “Spotlight” si è suicidato nella sua cella del carcere di Tres Coracoes, nello stato di Minas Gerais. Secondo il direttore del penitenziario, il prete di sarebbe impiccato con una corda ricavata annodando le lenzuola. La vicenda di padre Buzzi venne raccontata nel film “Spotlight”, basato sull’inchiesta del Boston Globe che svelò i casi di pedofilia commessi da sacerdoti e le protezioni della Chiesa cattolica.

Il prete condannato più volte per strupro

Il prete venne condannato una prima volta a venti anni di reclusione nel 2007 per lo stupro, avvenuto sei anni prima, di un bambino di appena nove anni. Nel 2015, venne però scarcerato e contro di lui furono presentate altre denunce. Arrestato nuovamente, venne messo in libertà lo scorso anno. Sabato scorso, è stato arrestato per lo stupro di altri due minori nella zona rurale di Tres Coracoes, il paesino celebre in Brasile per aver dato i natali a Pelè, e alla fine è stato trovato impiccato nella sua cella d’isolamento.

“Spotlight”, un film sugli abusi

Il film racconta la storia del team di giornalisti investigativi del Boston Globe soprannominato Spotlight, che nel 2002 ha sconvolto la città con le sue rivelazioni sulla copertura sistematica da parte della Chiesa Cattolica degli abusi sessuali commessi su minori da oltre 70 sacerdoti locali, in un’inchiesta premiata col Premio Pulitzer. Quando il neodirettore Marty Baron arriva da Miami per dirigere il Globe nell’estate del 2001, per prima cosa incarica il team Spotlight di indagare sulla notizia di cronaca di un prete locale accusato di aver abusato sessualmente di decine di giovani parrocchiani nel corso di trent’anni.