Putin visita l'”alleata” Slovenia per fare pressione sulla Ue per le sanzioni

Il presidente russo Vladimir Putin è oggi in Slovenia, in una visita di carattere commemorativo. Questa in poco più di un decennio è la terza visita di Putin in Slovenia, che con la Russia ha costruito eccellenti rapporti economici. La Slovenia, parte della Nato e dell’Ue, ha aderito alle sanzioni imposte alla Russia dopo l’annessione della Crimea e per il suo appoggio ai ribelli nell’Ucraina orientale, ma ha voluto anche mantenere rapporti cordiali con Mosca. Un mese fa Lubiana era tra i Paesi Ue che si sono espressi per un «approccio più elastico del regime delle sanzioni». Il pretesto ufficiale è la partecipazione di Putin alle commemorazioni presso la cappella russo-ortodossa di Vrsic, nelle alpi slovene, dove nell’inverno del 1916, travolti da una slavina, morirono un centinaio di prigionieri di guerra russi, usati come mano d’opera nella costruzione di una strada alpina per l’esercito austriaco impegnato nella guerra contro l’Italia al fronte d’Isonzo. Inoltre, al cimitero di Lubiana si terrà una cerimonia in ricordo dei soldati russi e sovietici morti in territorio sloveno nelle guerre mondiali dello scorso secolo. Sono però previsti anche colloqui al più alto livello politico e ieri il presidente sloveno, Borut Pahor, ha detto che la visita «mira a costruire fiducia e dialogo, nonostante le differenze nelle posizioni dei due Paesi su alcune questioni pressanti».

È la terza visita di Putin in Slovenia

Dopo le critiche di una parte dei media locali, che hanno ripreso dichiarazioni di responsabili del Cremlino che il viaggio di Putin sarà anche di lavoro, il ministro degli Esteri ha voluto definito i colloqui previsti per il pomeriggio “informali” e consueti ai margini di simili cerimonie commemorative. Si è formata intanto una coda di 14 chilometri in queste ore a partire dal casello di Udine Sud dell’autostrada in direzione Trieste. Si tratta, spiegano alla concessionaria Autovie Venete, dell’effetto della visita del presidente Putin in Slovenia, per la quale sono state chiusi alcuni tratti stradali nel Paese confinante e in Austria. Intanto, proprio per far fronte all’altissimo flusso di autoveicoli – oltre alle conseguenze della visita del presidente russo – per la prima volta sono stati aperti due bypass sulla autostrada A4: quello da Venezia in direzione A27 e A28 con rientro poi nella stessa A4 e quello di Villesse-Gorizia. È il solo sistema questo, lo sdoppiamento del traffico su due direttrici, spiegano ad Autovie Venete, per tentare di rimediare alla pressione della circolazione.