Poltrone alla Consob e al Campidoglio: il conflitto dell’assessore Minenna

FacebookPrintCondividi

Virginia Raggi non ha fatto in tempo a far sedere il figlio sullo scranno di sindaco che già le è scoppiata la prima grana (economica) tra le mani. In discussione il doppio stipendio dell’assessore al Bilancio Marcello Minenna. L’attuale dirigente Consob, che guadagna 120mila euro lordi all’anno, dovrebbe rinunciare al proprio stipendio per andare a guadagnare meno della metà come assessore capitolino. Sarà disposto a una decurtazione così cospicua o si terrà entrambe le poltrone? A detta del deputato Pd Giampaolo Galli, che annuncia un’interrogazione parlamentare sul tema, Minenna (sul quale venne presentata una interrogazione parlamentare in occasione della sua promozione alla Consob) sarebbe intenzionato a mantenere due incarichi e due stipendi. Con buona pace dei proclami pentastellati di sobrietà quasi francescana.

Minenna rinuncia a una poltrona (e a uno stipendio)?

«Corrisponde al vero che il neo assessore al Bilancio della giunta di Roma, Marcello Minenna intende mantenere la funzione a tempo pieno e lo stipendio come dirigente della Consob?», ha chiesto Galli.  «Non si tratta – ha spiegato l’esponente dem – di una questione da poco. Mi domando, prima di tutto, se sia lecito sommare due incarichi del genere all’interno della pubblica amministrazione e anche se sia possibile svolgerli in modo contemporaneo al meglio, considerato il grande impegno che essi presuppongono. In più, l’assessorato al Bilancio assegnato a Minenna comprende le deleghe alle Partecipate. Tra queste, ci sono anche società, come Acea, quotate in Borsa e quindi soggette al controllo della Consob. La scelta di Minenna, al tempo stesso controllato e controllore, finirebbe quindi per determinare una macroscopica situazione di conflitto di interessi». Per ora la Raggi (e il suo direttorio) tacciono. In attesa che qualche grillino meno accondiscendente faccia presente la palese incoerenza della situazione.