Morì nel Tevere come lo studente Usa: si va verso la riapertura del caso

La morte dello stedente americano Beau Salomon nel Tevere, e quella dell’artista di strada toscano, Federico Carnicci, chiusa un anno come “incidente”, sembrano riprodurre la stessa dinamica e riproporre – in parte – anche gli stessi protagonisti sulla scena. Per questo, riscontrate alcune eloquenti similitudini tra i due casi, è in questi giorni all’attenzione del pm Francesco Scavo l’istanza di riapertura delle indagini sulla morte del ragazzo toscano, deceduto nel luglio scorso in circostanze molto simili a quelle di Beau Solomon, lo studente morto affogato dopo essere stato scaraventato nel fiume Tevere da un senzatetto.

Come lo studente Usa? La morte dell’artista di strada nel Tevere

Nell’atto in cui si chiedono nuove indagini l’avvocato della famiglia di Carnicci, Carmine De Pietro, cita quanto emerso da alcune indagini difensive e in particolare alcuni elementi che collegherebbero la scomparsa di Carnicci allo stesso ambiente nel quale si sarebbe consumato l’omicidio del giovane statunitense. Nell’istanza si fa riferimento ad un testimone che avrebbe rivelato interessanti scorci di conversazione. Conversazioni secondo cui il senzatetto arrestato per il caso Solomon, Massimo Galioto, avrebbe detto in passato, e prima della vicenda di Carnicci, di aver affogato nel Tevere due persone per una questione di debiti.

Testimonianze e dinamiche al vaglio: si va verso la riapertura del caso

In particolare, lo stesso testimone, ascoltato ben prima dei tragici fatti legati a Solomon, avrebbe riferito che Galioto, nel corso della medesima conversazione, avrebbe anche asserito che «ogni tanto i toscani vanno affogati». Queste dichiarazioni, che adesso tornano di inquietante attualità, dovranno essere ora vagliate dal pm della procura capitolina. E non è ancora tutto: nel documento depositato negli uffici di piazzale Clodio, infatti, si cita un secondo testimone che avrebbe invece riferito di aver appreso da Carnicci di un litigio avuto da quest’ultimo con Galioto e con un terzo senzatetto. In quel caso, la lite sarebbe scoppiata per una serie di furti subiti da Carnicci nella sua tenda.