Bersani ai tedeschi: nessuno nel Pd vuole cacciare Renzi, stia tranquillo

«Una parte del Pd si sente estromesso dalla personalizzazione di Renzi». Tutto qui, nessun sabotaggio. «Il problema si può risolvere. Perchè nessuno di noi pensa che Renzi debba essere mandato a casa. Nessuno nel Pd vuole che lui se ne vada». Lo dice Pierluigi Bersani in una lunga intervista a Die Zeit in edicola domani (giovedì) nella quale aggiunge di non vedere alcun rischio per il governo.

Bersani: nessun rischio per il governo

L’ex segretario del Pd nell’intervista contesta duramente la personalizzazione di Matteo Renzi, considerando che da parte del presidente del Consiglio «c’è l’idea sbagliata che se rompi i ponti a sinistra guadagni nuovi elettori. Il rischio del renzismo è che disarma in modo ideale e culturale la sinistra con la speranza di avere il consenso da altre parti della società. Così non funziona», spiega Bersani aggiungendo che «il governo italiano è indebolito per varie ragioni. La maggioranza degli italiani soffre ancora della crisi economica e una parte degli elettori di sinistra sono delusi dal suo lavoro».

La crisi delle banche è la priorità

Sempre alla stampa tedesca Bersani spiega la sua posizione in materia di politica economica. «La crisi delle banche può essere risolta con 40 miliardi di euro se si reagisce velocemente. Non mi meraviglierei se da un problema limitato ne emergesse uno molto più grande, perchè non si è reagito in tempo». L’Italia _ aggiunge l’ex segretario dem – dall’inizio della crisi ha perso un quarto della propria produzione industriale, ed il nostro sistema si appoggia quasi esclusivamente sulle banche. Quindi c’è il rischio che il problema delle banche possa svilupparsi in una crisi sistemica. Il governo italiano si è impegnato fortemente per avere più flessibilità rispetto alle regole Ue di bilancio: sarebbe stato meglio chiedere più flessibilità sulle banche. Bisogna evitare che il problema diventi sistemico. Per questo le regole del bail in – conclude – devono essere applicate con intelligenza. Lo Stato deve avere la possibilità di risolvere il problema dei crediti deteriorati e questo senza pesare sui risparmiatori».