Robotica, realizzato un automa che può nuocere a un essere umano

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Con la stessa precisione di un robot chirurgo, che sotto la guida umana riesce a effettuare incisioni e interventi più precisi dell’uomo, un automa può anche ferire una persona deliberatamente, in barba alla cosiddetta “prima legge della robotica” teorizzata dal grande scrittore di fantascienza americano Isaac Asimov. A realizzare il dispositivo, con lo scopo di suscitare un dibattito sulle potenzialità distruttive dell’Intelligenza Artificiale, è stato Alexander Reben, un ingegnere dell’università di Berkeley esperto di interazione uomo-robot. Il robot consiste in un braccio meccanico e una piattaforma su cui l’utente deve mettere il dito. L’intelligenza artificiale decide arbitrariamente se far partire un ago che punge il dito, provocando una piccola ferita, o no. Questo viola appunto la prima delle tre leggi enunciate da Asimov, che recita appunto “un robot non può recare danno a un essere umano”.

È stato costruito per sondare l’intelligenza di un automa

Lo scopo del dispositivo, spiega Reben sul proprio sito, è far discutere sui rischi connessi ad intelligenze artificiali sempre più evolute. «La grande preoccupazione sulle intelligenze artificiali è che possano andare fuori controllo – afferma l’esperto, divenuto famoso come l’inventore di blabdroid, un robot che spinge le persone a raccontare cose di se stesse -. I giganti della tecnologia affermano che siamo ben lontani da questo, ma pensiamoci prima che sia troppo tardi. Io sto provando che robot pericolosi possono esistere, dobbiamo assolutamente confrontarci sul tema. Le persone più disparate, esperti di legge, filosofia, ingegneria ed etica devono mettersi insieme per risolvere queste questioni, nessuno può farlo da solo». L’argomento è in realtà già molto dibattuto. Una petizione di oltre mille esperti, fra cui il fisico Stephen Hawking, il patron di Tesla Elon Musk e il cofondatore di Apple Steve Wozniack, ha chiesto un bando a eventuali robot killer, in grado di combattere e uccidere senza essere guidati dall’uomo. Qualche giorno fa un team di ricercatori di Google ha affermato di aver realizzato un sorta di tasto rosso in grado di spegnere un’intelligenza artificiale nel caso diventasse pericolosa, abbastanza sofisticato anche da prevenire che la stessa lo disabiliti. Il loro studio verrà presentato alla Conference on Uncertainty in Artificial Intelligence (Uai) in agenda a New York a fine giugno.