L’Unione (Sovietica) Europea non regge all’urto dei popoli. Come l’Urss

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Si  può scommettere che se l’assassino di Jo Cox, la giovane deputata inglese freddata l’altro giorno da un neonazista con turbe psichiche, avesse gridato Allah akbhar (Allah è il più grande) piuttosto che first Britain (prima la Gran Bretagna), gli stessi che in queste ore puntano il dito contro i leader politici pro-Brexit indicandoli come mandanti morali del folle gesto, non esiterebbero a spaccare il capello in quattro pur di convincerci che l’atto di uno squilibrato non può e non deve coinvolgere un’intera comunità religiosa. È messa davvero male questa Unione (Sovietica) Europea se per sopravvivere e reggere all’urto dei popoli è costretta ad affidarsi una volta alle turbolenze dei mercati, un’altra all’impennata dello spread, un’altra ancora alle minacce della Merkel e, ora, persino alla morte assurda e violenta di una giovane parlamentare.

Contro la Brexit «prove tecniche di sovranità limitata»

È ormai fin troppo evidente che questa Unione (Sovietica) Europa è tenuta insieme solo dalla paura sapientemente diffusa ogni qualvolta sale dai cittadini la voglia di un deciso cambio di passo sulle politiche economiche, sull’immigrazione e sulla difesa dei livelli di welfare. È accaduto in Francia contro la Le Pen, in Austria contro Hofer e ora in Gran Bretagna contro il conservatore Johnson e l’isolazionista Farage. Tutto ciò fa oggettivamente schifo agli occhi di crede nella libertà, ma non deve poi stupire più di tanto: un organizzazione costruita sulla menzogna finisce sempre per reggersi sulla paura e per esercitare, all’occorrenza, violenza. Come altro potremmo definire il “pressante invito” a non abbandonare la Ue rivolto da frau Merkel al governo britannico proprio mentre i cittadini britannici stanno per deciderlo? Un’idea ce l’abbiamo: prove tecniche di “sovranità limitata”. L’aveva inventata Leonida Breznev e fu la dottrina di cui si servì all’Unione Sovietica per dominare i suoi “alleati” pur lasciando loro il guscio vuoto dei poteri formali. Ne restò vittima anche la Germania orientale, la patria della Cancelliera.

L’Unione (Sovietica) Europea domina con la menzogna

La fine ingloriosa del mondo comunista è storia recente. Ma come occidentali sbaglieremmo – e di grosso – a sentircene al riparo. L’attuale Ue è da tempo un colosso dai piedi d’argilla, come il liquefatto impero comunista, da cui sembra aver mutuato – aggiornandole – le tecniche di sopraffazione contro i suoi stessi sudditi: se ieri la menzogna si chiamava Pravda, ora si chiama politically correct, e se ieri gli Stati riottosi si piegavano con i carri armati, oggi a riportarli all’obbedienza ci pensano le tempeste finanziarie. Non resta che il protagonismo dei popoli a fare la differenza. Il barlume di democrazia che ancora resiste ne impedisce la rivolta e l’insurrezione come invece accadde nell’Est. Ma se e quando anche questa flebile fiammella sarà spenta del tutto – e tutto lascia prevedere che così sarà – la fine dell’Unione (Sovietica) Europea diventerà solo una banale questione di tempo.