Sulla Brexit è scontro tra economisti. Ma sul voto pesa l’«effetto Cox»

FacebookPrintCondividi

Nella Gran Bretagna alle prese con la Brexit - mancano ormai pochi giorni alla consultazione referendaria del prossimo 23 giugno – le previsioni negative del Fmi per l’economia di quel Paese risuonano in una campagna elettorale già avvelenata dalla morte violenta della deputata Jo Cox come un aiuto ai fautori della permanenza di Londra della Ue. Del resto, non è un mistero per nessuno che l’intero establishment finanziario mondiale vede l’ipotesi di una fuoriuscita inglese come fumo negli occhi. Diversa, ovviamente, la valutazione di quanti pensano l’esatto contrario.

Euroscettici contro il Fmi: dalla Brexit vantaggi per Londra

È il caso degli accademici britannici del gruppo “Economists for Brexit“, secondo i quali le previsioni firmate dall’organismo guidato da Christine Lagarde sono viziate da «un modello eurocentrico errato». «Il rapporto del Fmi, come quello del Tesoro – ha spiegato a nome degli economisti euroscettici il coordinatore Patrick Minford – usa modelli imprecisi e trae conclusioni sbagliate e ingannevoli». Sulle stesse posizioni Matthew Elliot, anch’egli attivo sul fronte del Vote Leave (contrario alla Ue): «Il Fmi – è la sua tesi – ha scelto d’ignorare i benefici di un’uscita dall’Ue focalizzandosi solo su supposti aspetti negativi. Se votiamo Leave – ha continuato – potremo viceversa creare 300.000 posti di lavoro grazie ad accordi commerciali bilaterali con le economie in più rapida crescita nel globo».

Guerra tra tabloid. Il Daily: strumentalizzata la morte della Cox

Il dibattito tra economisti è solo uno degli aspetti di una campagna referendaria sui incombe l’effetto-Cox. In omaggio alla deputata uccisa, i comizi restano fermi fino a domenica. Ma  il confronto rata vivo e acceso sui giornali: e se il Times di Rupert Murdoch, che negli ultimi giorni aveva dato largo spazio agli argomenti euroscettici sull’immigrazione, fa endorsement a favore del Vote Remain (sì alla Ue), in nome della stabilita’ economica, sul fronte opposto il Daily Mail accusa i commentatori filo-Bruxelles di strumentalizzare la morte di Cox contro il “no” alla Ue. «Non crediamo – si legge nell’editoriale del Daily – che la signora Cox, che difendeva appassionatamente la democrazia, avrebbe voluto questo».